Di RV
Viene da chiederselo, è naturale. «Mister, ma non sei sazio?». La risposta è ovvia. Lo stomaco «calcistico» di Tazio Peschera è stato costruito per non essere mai pieno. Per quello non glielo abbiamo chiesto in forma ufficiale.
Forse, Peschera il termine «sazio» non sa nemmeno cosa vuol dire, calcisticamente parlando. Si potrebbe giocare da paroliere con il suo nome, ma non è questo il caso.
L’allenatore del Gambarogno ha guidato i suoi al successo. E che successo. In due settimane, la truppa di Peschera ha messo le mani su Seconda Lega, Coppa Ticino e Supercoppa ticinese. Chiamalo poco. Il “triplete” di Mourinhana memoria (scherzo del destino, cambiano i colori) ha messo il Gambarogno-Contone sotto i riflettori. Ma forse nemmeno il tifoso numero uno dei rossoneri, a inizio stagione, avrebbe immaginato una stagione così trionfale. Ce l’ha confidato anche il presidentissimo Luca Belossi: “Se qualcuno me lo avesse detto a inizio stagione lo avrei preso per pazzo”.

Peschera è uno degli allenatori più vincenti del calcio regionale. Lo dimostrò a Vedeggio e lo ha fatto, se ancora ce ne fosse il bisogno, con il Gambarogno. La pazienza, si dice, è la virtù dei forti. E così è. Dopo un inizio a stento con tre sconfitte consecutive, il Gambarogno non ha più sbagliato. Ma non solo: ha mantenuto saldi i nervi e ha risposto colpo su colpo al Balerna, che ha dominato il campionato per oltre metà campionato. Poi, perdendo anche lo scontro diretto, Peschera e uomini hanno messo la freccia.
Quando la squadra di Pichierri sembrava possedere tutte le carte in regola per andare fino in fondo è venuto fuori lo spirito, la voglia, la tenacia e la determinazione dei rossoneri, ad immagine e somiglianza del proprio condottiero.
Peschera non ha lasciato nulla al caso. Chi lo conosce lo sa. Ha lavorato senza guardare la classifica, ben conscio che, prima o poi, il rettangolo verde lo avrebbe ripagato di tanti sforzi. E così è stato. All’ennesimo trionfo della stagione, qualcuno sui social ha scritto ironico “menomale che è finita”. È forse il pensiero di tutte le squadre che hanno avuto a che fare con i rossoneri. Ma non è ancora finita. Perché ieri sera, durante gli FTC Adwards, Tazio Peschera è stato insignito del premio di “allenatore dell’anno”. Scontato, sì. Banale no. Perché vincere tutto, a qualsiasi livello, non è un gioco da ragazzi.







