Stella Capriasca, mister Apollonio soddisfatto: “Entusiasmo e umiltà. L’uomo viene prima del giocatore”

Calcio, Terza lega

Autore Riccardo Vassalli

28 Novembre 2025

Mister Domenico Apollonio è un allenatore contento. Non potrebbe essere altrimenti. Il suo Stella Capriasca ha affrontato con “entusiasmo e umiltà” il campionato di Terza Lega dopo la meritata promozione della passata stagione. I biancorossi hanno collezionato 21 punti, figli di 6 vittorie e 3 pareggi. Un bottino che vede capitan Tagliati e compagni al sesto posto in classifica a sole tre lunghezze dal podio. Abbiamo approfittato della pausa invernale per un primo bilancio con il tecnico dello Stella Capriasca.

Mister, immagino soddisfatto della prima parte di stagione dei tuoi?

“Grande soddisfazione per questo girone di andata da neo promossa, già lo scorso campionato abbiamo fatto bene e sempre in crescendo. Siamo una squadra composta da giovani e meno giovani, un mix che ha tanto entusiasmo durante gli allenamenti e partite”.

Vi aspettavate un impatto del genere nel nuovo campionato?

Quando inizia una nuova avventura c’è sempre un po’ di “paura”, sinceramente non ci aspettavamo una posizione di classifica con 21 punti ma dopo le prime partite abbiamo preso fiducia e ce la siamo giocata contro tutte le nostre concorrenti alla pari. Non pervenuti contro Basso Ceresio e Paradiso (secondo tempo). Contro le altre siamo sempre stati in partita fino all’ultimo. Impatto positivo tutto sommato, consapevoli che il girone di ritorno sarà presumibilmente un altro campionato. Il nostro obiettivo resta naturalmente la salvezza e mantenere la categoria, cercando di rimanere il più lontano possibile dalla zona calda del penultimo posto”.

La prima parte di stagione cosa vi ha insegnato?

“Il girone di andata ci ha fatto capire che, come detto in precedenza, possiamo giocarcela contro tutte le squadre. Dobbiamo migliorare sulla concentrazione e attitudine, che vanno mantenute per 90/95 minuti. In alcune situazioni siamo stati altalenanti. Tecnicamente e tatticamente ci siamo, siamo un po’ fragili sotto il profilo mentale ed é qui che dobbiamo migliorare. Le partite sono lunghe e sia se si va in svantaggio, sia se si sta vincendo, non bisogna né abbattersi né esultare troppo presto”.

Quale il fattore decisivo per adattarvi così rapidamente alla Terza Lega?

Semplicemente l’umiltà di partecipare ad una categoria che per noi Stella, purtroppo, non ci vede spesso protagonisti ma che ci vogliamo rimanere per lungo tempo. Abbiamo cavalcato l’onda della promozione e su questo l’entusiasmo e la voglia di confrontarci in 3a Lega che é molto diversa dalla 4a. Abbiamo affrontato tutte le nostre avversarie con il massimo rispetto come è giusto che sia. Abbiamo però pensato a noi, indipendentemente dall’avversario”.

In cosa, invece, dovrete migliorare per fare ancora meglio?

Dobbiamo migliorare, come detto sotto il profilo mentale, essere più costanti e meno altalenanti. Siamo comunque consapevoli di questo, come detto, abbiamo diversi giovani nella rosa che devono essere accompagnati da “veterani” in una crescita. Spesso si ottengono buoni risultati se la motivazione è alta e torno a dire che l’aspetto mentale ha una percentuale alta nei successi. In tutti gli ambiti. Senza naturalmente dimenticare l’aspetto tecnico e tattico. Tecnicamente c’è sempre da migliorare come pure tatticamente. Sono convinto che il modulo, qualsiasi esso sia, è composto da numeri ma la cosa importante è come lo si interpreta”.


Quali giocatori si sono rivelati fondamentali in questo percorso, per leadership, rendimento o mentalità?

È sempre difficile esprimersi sul singolo giocatore proprio perché il calcio è uno sport di squadra, vinciamo insieme, perdiamo insieme e durante le partite dico sempre ai miei giocatori che si difende in 11 e si attacca in 11.I “vecchi” (5/6 giocatori) sono quelli che hanno più costanza nel rendimento, anche perché hanno esperienze passate in categorie superiori e gestiscono forze ed emozioni in maniera intelligente. I più giovani sono esplosivi e proprio per questo più altalenanti.Se proprio devo fare un nome, per carisma, mentalità e doti tecniche, il nostro Capitano Stefano Tagliati. È con noi da 3 stagioni e fin da subito i compagni hanno capito il tipo di giocatore, ma soprattutto come persona e lo hanno scelto come appunto capitano. Come si dice, è un giocatore di una categoria superiore, (più di una). Il ruolo del Capitano ce l’ha cucito addosso, sprona, dirige, incita, calma, insomma è un allenatore in campo.Mi permetto di dire che, al di là del singolo siamo un gruppo molto forte e unito.Aggiungo che, prima ancora di essere un giocatore prediligo e apprezzo prima la persona. Per me l’uomo viene prima del giocatore e nella nostra squadra siamo tutti amici”.

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