Se l’algoritmo di TikTok raccontasse anche il calcio regionale, oggi avremmo il feed intasato di rigori parati, voli sotto all’incrocio e parate miracolose. Non mancherebbe in sottofondo “l’amore non mi basta” di Emma, tornata tra le canzoni virali del momento grazie a trend calcistici di cui sappiamo terribilmente poco. Ma abbiamo solo una tastiera e un prurito alle mani che ci richiama al computer.
La decisione era già stata presa mesi fa. Comunicata a chi di dovere per tempo e non senza qualche remore. Anzi, nella continua lotta a pugni tra ragione e sentimento, Mirco Martinazzo ha fatto il possibile per mettere tutti nelle condizioni migliori per prepararsi al suo addio al calcio giocato. Se poi si trasformerà in un arrivederci è una questione che appartiene al futuro. Per il momento, la fine di un primo tempo bellissimo ed emozionante è arrivata per fare posto a un secondo tempo tutto personale che porterà uno dei portieri più forti del calcio regionale altrettante soddisfazioni ed avventure indimenticabili.
Per la prima volta da quando esistono queste pagine, non mi sento in difetto a lodare e scrivere pubblicamente di un amico. Perché Mirco Martinazzo è stato – ed è nella vita privata – una persona che ispira: sempre educato, mai fuori dalla righe, sempre cortese, disponibile ma soprattuto forte.
E proprio con il suo stesso potenziale è forse in debito: da Chiasso a Balerna per poi mettere radici a Castello che ne è diventato una seconda famiglia. Le soddisfazioni non sono mancate, anche se resta la sensazioni che avrebbe meritato categorie più alte. Anni di voli, parate, leadership culminati con la promozione in Seconda Lega Interregionale della passata stagione, passando anche dal quel matto e disperato gol in finale di Coppa Ticino all’ultimo minuto. Frammenti di secondi che raccontano davvero chi è Mirco Martinazzo.
E se – come recita un noto slogan – il “calcio è di chi lo ama”, a nome di tutti gli appassionati di questo sport ci alziamo in piedi per un’ultima standing ovation.







