Giovanissimo sì, ma con idee chiare e un forte senso di responsabilità. Luca Ramelli, classe 2003, ha accettato la sfida di guidare il Someo dalla panchina, diventando il più giovane allenatore ticinese in attività nel mondo degli attivi. Ex giocatore del club, vice nella prima parte di stagione, Ramelli si presenta con umiltà, studio alle spalle e una visione precisa: il gruppo prima di tutto.
Luca, sei il più giovane allenatore in Ticino. Come è nata questa occasione?
“Non sapevo di esserlo, ma l’ho immaginato. L’occasione è nata dal posto vacante lasciato da mister Fornera, con il quale ero già vice insieme a Sergio Gubbi nella prima parte di stagione e che ringrazio ancora per quanto fatto. Il presidente mi ha chiamato e mi ha detto: “Purtroppo “Ceco” ci vuole lasciare, te la senti di prendere in mano la squadra?”. Ho deciso di accettare per rispetto verso i giocatori e la società, che sono prima di tutto miei amici. Inoltre, dopo l’infortunio della scorsa stagione, non so se potrò ancora dare il mio contributo in campo”.
Che avventura ti aspetti?
“Non sarà facile. Forse sono più preparato a livello teorico: ho conseguito il C UEFA a novembre, ma mi manca esperienza sul campo. Per fortuna posso contare su Vanoni e Gubbi come assistenti. A Someo le cose non sono mai state semplici, ma sono convinto di essere circondato da persone magnanime, tra staff, giocatori e società. Mi aiuteranno e mi correggeranno negli errori che commetterò, perché so che ne commetterò”.
Chi o cosa ti ha ispirato nella scelta di diventare allenatore così giovane?
“In realtà non c’è una singola persona o un modello preciso. Cerco di attingere da tutte le persone e le situazioni che incontro nella vita, creando un mix personale e unico”.
Quali sono i valori che vorresti vedere dalla tua squadra?
“Umiltà, rispetto e impegno. Sono elementi fondamentali in qualsiasi gruppo, perché in campo porto undici uomini prima ancora che undici giocatori”.
Conosci già il gruppo. Quanto ti aiuta questo aspetto?
“È fondamentale. Tutti si sono dimostrati subito aperti e disponibili ad aiutarmi, e per questo sono molto grato alla squadra. Ho messo in chiaro fin da subito che non voglio fare il sergente o far vedere a qualcuno quanto sono bravo: il mio obiettivo è tenere il gruppo unito e far sì che tutti remino nella stessa direzione”.
Studio, vita privata e panchina: come si concilia tutto?
“Meglio chiederlo a giugno (ride, ndr). Scherzi a parte, servirà una buona pianificazione e probabilmente qualche ora di sonno in meno, ma con una gestione intelligente del tempo penso si possa fare tutto”,
Il Someo targato Ramelli: che squadra sarà?
“L’obiettivo principale sarà consolidare il gruppo e mantenere un buon affiatamento. A Someo ci sono tanti buoni giocatori: non siamo fenomeni, ma diventiamo speciali quando siamo uniti e remiamo tutti nella stessa direzione”.
Prima di salutare, Ramelli tiene a sottolinearlo: “Ringrazio di cuore la società e i giocatori per i bellissimi messaggi ricevuti e per la disponibilità mostrata”.







