Quota 100 nel mirino di Cvetkovic. “Taverne la mia seconda casa. Il ritorno? Vi dico che…”

Calcio, Prima lega classic

Autore Riccardo Vassalli

9 Gennaio 2024

Dal 2019 in forza all’AC Taverne, Dusan Cvetkovic rappresenta ormai l’animo e lo spirito delle aquile giallonere. Sempre battagliero in campo, l’ex Chiasso, Mendrisio e Lugano ha nel mirino quota 100 con la maglia del Taverne. Statistiche alla mano, infatti, sono 99 le presenze che il jolly difensivo ha collezionato con il club di Carlo Burà. Abbiamo approfittato della sosta invernale per scambiare con il classe 1996 due parole tra la prima parte di stagione e un girone di ritorno ricco di novità.

“La prima parte di stagione è stata positiva secondo me. Ci sono stati tanti cambiamenti a inizio stagione: è arrivato un nuovo allenatore e diversi nuovi compagni. Siamo ripartiti da zero e chiaramente ci vuole tempo per vedere i frutti del lavoro. Siamo in crescita e le prestazioni lo dimostrano. Col tempo siamo riusciti a mettere in campo le idee di mister Lanza e il fatto di avere la miglior difesa del campionato è un ottimo punto di partenza. Dove dobbiamo migliorare? Siamo carenti in fase offensiva, ma bisogna anche ammettere che in alcune situazioni siamo stati sfortunati e/o penalizzati. Peccato, ma fa parte del gioco”.
Cvetkovic si aspetta un 2024 “impegnativo, ma che può regalarci tante soddisfazioni. Abbiamo tutte le carte in regola per fare un ottimo girone di ritorno”. Tanti sono gli acquisti fin qui messi a segno dal Taverne.

Lecito aspettarsi un Taverne più costante? “Mi auguro di sì. Siamo sulla strada giusta e dobbiamo tenere alto il ritmo in settimana per arrivare alla partita prontissimi. Per farlo servono giocatori di categoria e gli innesti messi a segno vanno in questa direzione. Alcuni dei nuovi li conosco già. Con Belometti ho giocato nella U21 del Lugano e nel Chiasso. Con Bellante anche. Gli altri non li conosco personalmente, ma sono giocatori forti e che conoscono la categoria”.

Le 100 presenze con il Taverne sono vicine. E Dusan, ormai, si sente un’aquila nell’animo. “Questo è il quinto anno che sono qui. Sono arrivato dopo un periodo difficile a livello calcistico. Sono stato accolto molto bene. Ci tengo alla società e a tutte le persone che ne fanno parte. Questa è ormai la mia seconda casa. Non mi sento solo un giocatore del Taverne, ma sento di farne parte per ideali e valori”.

Chi potrebbe vincere il campionato? “Difficile dirlo, visto la classifica molto corta. Non ho visto una squadra capace di “ammazzare” il campionato. Posso ancora sperare che, alla fine, saremo noi a vincere (ride, ndr). Forza Taverne”.

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