Nel nome del talento. Yamal, il mondo a 17 anni

Calcio, Editoriali

Autore Riccardo Vassalli

1 Maggio 2025

Sgranatevi gli occhi, se ancora non lo vedete. Sgranatevi gli occhi, se ancora non ci credete. Il calcio è bello perché crea dibattito, a volte su argomenti più o meno seri. Altre prestandosi a discussioni più o meno illogiche. Poi ci sono i fenomeni social, pronti a sparare sul mucchio con l’obiettivo di accapparsi quanti più like possibili da un mondo, quello dei social, che a suon di algoritmi ha cambiato anche il modo di comunicare nel calcio. Spararla grossa è diventata la nuova frontiera in un mondo che, le frontiere, dovrebbe abbatterle. Poi c’è Lamine Yamal, che – stando alla carta d’identità – potrebbe essere il perfetto rappresentante di un calcio a misura di social. Personalità sbarazzina, capello osé e nessuna paura di “sfidare” il mondo dei grandi a 17 anni.

Solo che la stellina del Barcellona ha scelto di farlo in campo. Se non bastasse l’europeo da protagonista, Yamal si è presto il Barça a suon di prestazioni sontuose, a tratti imbarazzanti per eleganza, classe e capacità e libertà di esprimere ciò che vede e pensa con la palla ai piedi. Solita premessa: ha 17 anni e a 17 anni certe cose non sono normali. Né possono esserlo, se consideriamo che il paragone più facile e scontato è quello con “La Pulga” Messi, considerato una divinità delle parti del Camp Nou, o al Montjuic di questi giorni. Proprio nella dimora temporanea del Barcellona, Yamine Lamal ci ha deliziato con qualcosa che, invece, saprà resistere nel tempo. Poco, ma sicuro.

Primo: gol da fuoriclasse e giocate da vedere e rivedere. Secondo: sta scrivendo letteralmente una nuova storia in blaugrana. Dopo essere diventato il più giovane calciatore al mondo ad aver vinto un Europeo (oltre a una serie infinita di record legati all’età), è recentemente diventato il più giovane calciatore ad aver segnato in semifinale di Champions League e il più giovani ad aver tagliato il traguardo delle cento presenze con il Barcellona a 17 anni e 291 giorni.

Dato impressionante: Messi ha tagliato le “cento” al Barça a 20 anni, tre anni dopo il suo erede in questa linea temporale. Ronaldo (Cristiano) neppure si avvicinava ai numeri di un predestinato che non diventerà né Messi, né CR7 ma…semplicemente Yamal.

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