Intervista a Matteo Arnaboldi, centrocampista FC Chiasso
Matteo, si è chiuso un 2023 particolare per il Chiasso. Come hai vissuto “fallimento” e “rinascita”?
“Un epilogo che fa male, i tifosi del Chiasso non si sono meritati questo triste finale. In ogni caso, cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno; la situazione del calcio in generale è cambiata molto negli ultimi anni e questo ha portato diversi club a dover contare su persone poco serie e progetti non sostenibili nel lungo termine. Ripartire da zero permetterà all’ambiente di ritrovare il giusto equilibrio tra le ambizioni e la realtà”.
Uno dei primi a dire di sì. Rispondere di no al Chiasso era impossibile?
“Dopo essere venuto a conoscenza del triste epilogo mi sono subito messo a disposizione della dirigenza per aiutare a ricreare qualcosa di positivo per il nostro territorio. Inizialmente, quando le voci che giravano per i bar della città sembravano portare a una fusione con club di Seconda Lega, mi sono proposto alla dirigenza per un ruolo dietro la scrivania. Verosimilmente però con il passare dei giorni e la consapevolezza di dover/voler ripartire dall’ ultima categoria dilettantistica, il calciatore che é dentro di me si é risvegliato. Credo e mi auguro di poter ridare al chiasso qualcosa indietro, oggi l’ego é messo da parte e il piacere di far parte di questo nuovo capitolo supera ogni obiettivo personale. Esserci é quello che conta, poter lasciare qualcosa ai giovani é la mia più grande ambizione”.
Cosa rappresenta per te Chiasso e dove speri possa tornare?
“Sono cresciuto facendo il raccattapalle e sognando un giorno di poter indossare la maglietta rossoblu. A 16 anni il sogno si é concretizzato e grazie a questa esperienza ho potuto crescere molto oltre che come sportivo come giovane uomo. Ricordo con piacere i senatori di quel tempo (Mattia Croci-Torti,Niccolò Rossi, Massimo immersi, Beppe riccio, Matteo Vanetta, Francesco Russo, Alessandro lupi, Marco lodigiani, Philip Walker e molti altri) uomini veri oltre che forti calciatori. Questo é quello che oggi porto con me e che vorrei restituire ai ragazzi che oggi hanno la fortuna di indossare questi colori. Mi piacerebbe poter chiudere la mia carriera sportiva con 100 presenze in rossoblu, speriamo che madre natura me lo permetta. Non saprei dire oggi quale sia la giusta categoria, con un pubblico così però é giusto sognare in grande”.
Della tua prima esperienza in rossoblù cosa conservi con più piacere?
“Il primo goal fatto a Chiasso contro il Lugano. Ricordo limpidamente gli occhi di mio papà all’uscita dal terreno di gioco lucidi e quasi increduli. Da chiassese segnare il primo goal tra i professionisti contro il Lugano é stata una magia”.
Che ambiente hai trovato oggi?
“Oggi ho ritrovato un ambiente sano, giovani che si sono messi a disposizione e vecchietti ancora volenterosi di dire la loro. Insomma, cambiano gli interpreti, la categoria ma Chiasso rimane sempre una piazza speciale. La dimostrazione sono le oltre mille presenze alla prima contro l’Arzo. Un plauso sicuramente va alla dirigenza capace di riportare allo stadio le famiglie e i tifosi che avevano perso la poesia negli ultimi anni”.
Hai un messaggio/augurio per i tifosi?
“Ai tifosi voglio dire GRAZIE. Grazie per esserci anche oggi, grazie per il vostro sostegno e grazie per ricordarci ogni partita cosa significhi avere questo stemma sulla maglia. Auguro a tutti i tifosi rossoblu un 2024 sereno e spensierato. Vi aspettiamo al RIVA IV perché abbiamo bisogno di voi”.
Riccardo Vassalli







