L’ultimo ballo del Pibe di Cornaredo

Calcio, Editoriali, Super league

Autore Riccardo Vassalli

17 Maggio 2026

Tutti in piedi ad applaudire. Sullo sfondo si staglia già il profilo della nuova AIL Arena, mentre qualche metro più in basso Mattia Bottani si prepara a mettere piede per l’ultima volta a Cornaredo. Nel “suo” Cornaredo. Quello che lo ha visto crescere, sbagliare, rialzarsi, illuminare partite e diventare molto più di un semplice numero dieci. Nel nuovo stadio, chissà, forse ci entrerà da avversario. Forse no. Sono pensieri che appartengono al domani. E il domani, il Lugano, ha scelto di immaginarlo senza il suo Diez.

La caccia al nuovo Bottani è già partita, inevitabilmente. Ma nessuno sa davvero quanto tempo servirà per ritrovare un ticinese capace di diventare bandiera, simbolo, identità. Uno che sappia caricarsi il peso di una città sulle spalle senza mai smettere di sorridere col pallone tra i piedi. Le scelte tecniche restano scelte tecniche e il “Botta” le ha mandate giù a fatica, sì, ma senza trascinare il finale in polemiche inutili o parole fuori posto. Perché l’amore per il Lugano, quello vero, viene prima di tutto. Anche degli orgogli personali.

Trattenere le lacrime diventa quasi impossibile mentre Cornaredo si alza in piedi per lui. Gli occhi di Bottani faticano ancora a realizzare che quelli vissuti oggi sono gli ultimi istanti di una storia in bianconero lunga oltre 400 presenze e 55 reti. Numeri pesanti, certo. Ma che raccontano solo una parte di ciò che Mattia Bottani ha rappresentato per il Lugano. In mezzo anche la parentesi con la Nazionale svizzera, forse troppo corta per restituire davvero il valore tecnico del Diez, ma comunque abbastanza per certificare il talento di uno dei giocatori più iconici passati da Cornaredo negli ultimi decenni.

E mentre all’orizzonte prende forma il nuovo stadio, il vecchio Cornaredo si stringe attorno a uno dei suoi figli calcistici più amati. Tra applausi, occhi lucidi e telefoni alzati per immortalare l’ultimo saluto, il popolo bianconero accompagna Bottani fuori dal campo come si fa con le leggende. Piano, quasi senza volerci credere davvero.

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