Le parole di Leandro Fuso, attaccante del Gambarogno-Contone, raccontano determinazione, fiducia e una voglia di buttarla dentro. La perfetta incarnazione di quegli attaccanti che, come si dice spesso, vivono per il gol. 28 anni, Fuso è pronto al terzo campionato con la maglia rossonera indosso. Prima di sbarcare nel locarnese il centravanti ha indossato diverse maglie del cantone. Tra queste, spiccano le esperienze con Taverne e Locarno, oltre alle quasi 100 presenze con l’Ascona in Seconda Lega Interregionale.
“Per due anni consecutivi non siamo partiti come la squadra favorita ma siamo sempre riusciti a ritagliarci il nostro spazio. In particolare la stagione passata aveva preso una piega ampiamente positiva: basti pensare che alla fine del girone d’andata ci trovavamo in seconda posizione, a sole quattro lunghezze dallo Zug 94 che poi si è laureato campione”. Gli uomini di Peschera hanno poi chiuso la campagna 2024/25 al quinto posto complessivo con 48 punti, ben 6 in più della stagione precedente. “Se dovessi indicare un nostro punto di forza, nonostante la mia posizione in campo, sceglierei il reparto difensivo: la difesa a 3 è ormai assestata da anni e tanti la vedono come la nostra caratteristica distintiva”. I locarnesi, con 30 reti incassate in 30 gare, hanno fatto registrare la seconda miglior difesa del campionato. Meglio di loro, solamente il Buochs con 29 reti.
E a livello personale, gli obiettivi sono chiari. “Personalmente, sono dispiaciuto di non essere riuscito a raggiungere la doppia cifra. Sono partito molto forte nei primi due mesi ma poi, complice anche qualche infortunio, mi sono perso un po’. Non mi nascondo: sarà questo il traguardo che voglio raggiungere nella stagione che sta per iniziare”.
La formazione di Magadino, che esordirà in campionato il prossimo 24 agosto in casa del Cham II, è stata anche tra le più attive sul fronte mercato. Ritorni, giovani e certezze che rendono la rosa ancora più competitiva. “La società si è mossa con acquisti molto mirati. Tra questi, alcuni che conoscevo già. Mi riferisco ad esempio a Jonathan Nyamekeh, che ho affrontato tante volte quando indossava la maglia del Locarno, Stefan Vidovic che si era messo in mostra a Mendrisio, o Facundo Episcopo, un ritorno molto importante nelle nostre file. In generale, da quando sono arrivato qui ho creato un ottimo feeling con tutti. In particolare ho legato con chi conosceva bene la realtà e vestiva la maglia del Gambarogno da tanti anni: da Monighetti al capitano Borga, passando per De Giambattista e Emanuele Guidotti”.







