Il Chiasso, dopo una prima fase di adattamento alla Terza Lega – campionato sempre imprevedibile – ha trovato il ritmo giusto e raccolto una serie di ottime prestazioni e risultati positivi. La classifica parla chiaro: secondo posto solitario a soli tre punti dalla capolista Rapid Lugano e due punti di vantaggio sul Coldrerio, terzo in graduatoria.
Proprio come la squadra, anche Roberto Scaramuzza, attaccante italiano classe ‘97, ha vissuto un girone d’andata in crescendo. Dopo un avvio non semplice, ha ritrovato la forma migliore e lasciato definitivamente alle spalle gli infortuni. Da ottobre è sbocciato anche in Terza Lega il talento di Roberto, autore di 6 gol, diversi assist e tante, tante giocate di qualità.
Roberto, l’obiettivo dichiarato è la promozione in Seconda Lega, ma come valuti complessivamente questa prima parte di stagione?
“Siamo abbastanza soddisfatti di questa prima parte di stagione. La Terza Lega è un campionato molto difficile, dove tutte le squadre scendono in campo per vincere, specialmente contro di noi. Affrontare il Chiasso dà sempre una motivazione extra agli avversari. Fuori casa, poi, è ancora più complicato: i campi spesso non sono in condizioni ottimali, e questo limita il nostro gioco.
Sul piano personale hai segnato sei gol in questa prima fase, iniziando con qualche difficoltà per poi emergere nella seconda parte con prestazioni da protagonista. Sei soddisfatto del tuo rendimento?
“Non posso dire di essere completamente soddisfatto del mio rendimento, soprattutto nel primo mese. Ho avuto qualche difficoltà legata agli infortuni passati, che mi hanno condizionato. Inoltre, adattarsi alla Terza Lega è stato un processo: è un campionato diverso rispetto a quelli a cui ero abituato. Negli ultimi due mesi, però, mi sento di aver dato un contributo importante alla squadra, e questo è ciò che conta di più.
Tra i tuoi compagni di squadra, chi è il giovane più promettente e su cui il Chiasso può costruire il futuro?
“Non mi piace fare un singolo nome, penso che non sarebbe corretto. La società ha lavorato bene nella costruzione della squadra, trovando un giusto equilibrio tra giocatori esperti e giovani talenti. Questi ragazzi stanno crescendo bene, anche grazie ai consigli e all’esempio dei ‘senatori’ del gruppo. Penso che il futuro del Chiasso sia in buone mani.”
Dopo aver giocato in Italia, hai scelto la Svizzera per proseguire la tua carriera calcistica. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta?
“Inizialmente ho scelto la Svizzera per motivi lavorativi, ma anche perché il calcio in Italia non mi rappresentava più. Avevo perso la motivazione: il sistema è ‘malato’, tra mancanza di meritocrazia e persone poco serie che pensano solo al guadagno. Qui in Svizzera ho trovato un ambiente più organizzato e professionale.”
Parlando di te, chi è il tuo idolo calcistico, il giocatore che hai sempre ammirato?
“Cristiano Ronaldo, senza dubbio. La sua mentalità vincente e la fame di migliorarsi continuamente lo hanno reso uno dei migliori della storia. Lo ammiro molto per questo.”
Dopo tanti anni di esperienza nel calcio svizzero, c’è qualcosa che cambieresti? Magari una regola, un aspetto organizzativo o qualche dinamica del campionato per migliorare il gioco?
“Trovo il calcio svizzero molto ben organizzato, e mi sono sempre trovato a mio agio. Se dovessi cambiare qualcosa, direi che sarebbe utile introdurre le terne arbitrali anche in Terza e Quarta Lega. Gli arbitri fanno del loro meglio, ma essere da soli è complicato. Con un team a supporto, si potrebbero ridurre gli errori e migliorare la gestione delle partite.”
Descrivi il tuo Chiasso in una parola: quale sceglieresti e perché?
“Famiglia. Perché qui ho trovato un gruppo unito e accogliente, che mi ha fatto sentire parte di qualcosa di speciale fin dal primo giorno. Insieme, vogliamo riportare il Chiasso ai livelli che merita.”
Che rapporto hai con la città di Chiasso e i suoi tifosi? Senti una responsabilità particolare o una pressione quando scendi in campo con questa maglia storica?
“Dal primo allenamento mi sono sentito parte di una grande realtà. Mi trovo benissimo con la società, i tifosi e la gente di Chiasso. Questa piazza merita categorie superiori, e il nostro obiettivo è proprio quello di riportarla dove deve stare. Pressione? Non la sento molto, perché cerco sempre di dare il massimo. Nel calcio non si può sempre vincere, ma l’impegno non manca mai.”
Qual è il tuo obiettivo personale per questa stagione, oltre alla promozione? Sogni un futuro a lungo termine con il Chiasso o hai altre ambizioni per la tua carriera?
“Il mio obiettivo è vincere la Terza Lega con il Chiasso e migliorarmi sempre. Per quanto riguarda il futuro, mi piacerebbe molto restare qui, ma vedremo cosa succederà. Per ora penso solo al presente.”







