Mi sono sempre chiesto se, nella vita di tutti i giorni, Federico Buffa sapesse incantare come ha sempre fatto in tv prima, nei teatri poi. Mi sono sempre chiesto come fosse possibile pendere e dipendere dal suono dolce e apostrafato delle sue parole. È bastato ascoltare dalla sua viva voce la passione, l’amore e l’impegno per il suo lavoro, ma anche per lo sport più bello del mondo.
Fuoriclasse dello storytelling e dotato di immense capacità comunicative, Buffa torna a Lugano (Palazzo dei Congressi) il 14 febbraio 2024 con la “Milonga del Futbol”, uno spettacolo organizzato da GC Events con la voce narrante di Federico Buffa. A San Valentino non può mancare il romanticismo, che nel mondo del calcio fa rima con Buffa e Argentina.
La Milonga, a passi di tango nell’Argentina del Novecento
“Lo spettacolo – racconta Buffa a Laborsport – sarà un viaggio nel Novecento argentino. Gli argentini non hanno partecipato a nessuna delle due guerre mondiali. Si sono iscritti alla seconda, ma in colpevole ritardo per averne dei benefici. In compenso, hanno avuto tutto quello che può succedere in un Paese dal punto di vista politico e sociale. Credo che come l’Argentina del Novecento non ci sia mai stato nessuno”.
“Se è vero che gli inglesi hanno inventato il gioco del calcio, gli argentini hanno inventato l’amore per il gioco. Il calcio di oggi intesa come partecipazione complessiva nasce nell’Argentina del Novecento. Sono loro che inventano tutto: dalle giocate di abilità, alle curve fino ad arrivare a un atteggiamento passionale nei confronti del calcio. La loro influenza sul mondo del calcio di oggi è stata tremenda”.
Buffa ha un legame profondo con l’Argentina e i calciatori argentini. “Hanno questa curiosa abitudine di vantare il mio giocatore del mondo ogni trent’anni. C’è stato Di Stefano, c’è stato Maradona e c’è Messi. Diciamo che è un’abilità che li riesce semplice. Nella Milonga del Futbol racconto il Novecento argentino attraverso tre calciatori di tre epoche diverse: Cesarini, nato in Italia ma cresciuto in Argentina, Sivori, figlio di italiani ma cresciuto nella Pampa sconfinata e confinante con il vento e Maradona, italiano parzialmente per parte di madre ma del tutto indio guaranì da parte di padre. Tre tipi di argentini diversi: il primo è figlio di migranti, il secondo figlio di migranti sì, ma nato nella zona guacha, e Maradona, figlio della povertà endemica del mondo argentina”.

“Tre fenomenali giocatori – aggiunge – collegati tutti tra di loro. Perché Cesarini scopre Sivori, che è quello che consola Maradona. Vengono in Italia tutti e tre, vincono dieci scudetti in tre e lasciano un segno profondissimo sia sul calcio italiano che argentino”.
Abbiamo chiesto al maestro Buffa perché se il calcio fosse un tango avesse connotati sud americani. Per eleganza, sincronicità, velocità d’esecuzione, per ritmo. “Non volevo usare la parola tango, anche se di fatto solo il brano iniziale è una milonga. Gli altri sono tanghi, c’è un blues e poi c’è un passaggio evocativo con l’adagietto di Mahler sulle immagini di Maradona. La Milonga è sì uno stile, ma anche un luogo. Un luogo dove io mi immagino di raccontare questa storia, un po’ come se fossimo tutti lì, insieme a raccontarci storie di calcio”.
La Milonga del Futbol di Federico Buffa sarà “uno spettacolo appassionato. Perché tutti e tre lo facciamo con grande passione”. A impreziosire il racconto di Buffa ci saranno Alessandro Nidi al pianoforte e Mascia Foschi al canto. “Alessandro suona in maniera mirabile. Mascia canta in modo trascinante. Il pubblico si accorgerà che andremo al ritmo che deciderà lei. Ma sarà anche uno spettacolo raccontato da un innamorato, in quanto sono davvero innamorato dell’Argentina, del loro mondo e credo che questa parte si intuisca”.







