Notti magiche. Il Lugano di Mattia Croci-Torti prende in prestito le parole di Bennato e Nannini e si regala una notte folle, da mettere i brividi al sol ripensarci. Una di quelle notti che rimarrà per sempre impressa nei libri di storia di chi scriverà del 5 ottobre 2023 del FC Lugano. Notti che, canta Ligabue, “somigliano a un vizio che non vuoi smettere mai”.
I bar di Istanbul non sono chiusi, ma si festeggia in aeroporto. Le valigie pesano più del volo d’andata. Le speranze europee sono diventati macigni di consapevolezza. Il Lugano sbanca il Besiktas Park per 2-3 mettendo la firma su una rimonta pazza e forse insperabile per chi non conosce Mattia Croci-Torti. Sotto di due reti all’81esimo, il Lugano è impazzito negli ultimi dieci minuti. Nel senso migliore del termine, chiaramente. Perché, galvanizzato dalla superiorità numerica, il “crus” ha fatto fede al suo motto preferito: crederci sempre. E non importa se di fronte, in Conference League, hai un delle più blasonate formazioni di Turchia, che in campo schierava calciatori affermati e dal calibro internazionale come Bailly, Aboubakar, Ghezzal, Oxlade-Chamberlain, Masuaku, Tosun e compagnia. Se l’obiettivo era fare bella figura, il Lugano ci è riuscito appieno e forse anche di più. Anzi, la figura è degna di palcoscenici europei. Perché niente arriva per caso e i quattro punti collezionati nel girone non sono un regalo generoso.
Il “crus” azzecca tutto quello che può azzeccare. Anche se “azzeccare” toglie meriti a scelte di testa, coraggiose e studiate. Mosse degne di un palcoscenico del genere. Entra Aliseda e segna. Entra Vladi e segna. Il gol della vittoria arriva da un’autorete propiziata da Grgic al 90esimo.
Notti che, però, Croci-Torti e staff sognavano e speravano. Perché, come fatto intendere dall’allenatore bianconero in conferenza stampa, la pazza rimonta è figlia di un piano gara studiato al dettaglio. “Sapevamo come e dove fare male”.
“La verità è che quando fai delle scelte del genere ho pensato o sono il pazzo di Istanbul o divento il mago. E’ andata bene. Sicuramente quando ho visto il cartellino rosso mostrato al loro terzino mi sono detto che dovevo rischiare qualcosa perché ero sicuro che saremmo riusciti a fargli male. Però devo aggiungere che a parte le intuizioni, tutti i giocatori sono stati bravi a interpretare i nuovi ruoli. Bottani centrocampista, Grgic difensore centrale, Cimignani terzino sinistro. Questo ha dimostrato per l’ennesima volta quanto il gruppo ci tenesse a fare bene e quanto ci ha creduto in questa partita”.
“Sono le prime parole che al rientro negli spogliatoi ho detto a Cao Ortelli. La partita con l’Inter è la più storica perché sappiamo la vicinanza che c’è tra Lugano e Milano. Ma quella di stasera è al cento per cento la partita più pazza della storia bianconera. Noi c’eravamo, teniamocela nel cuore!”
“Penso che uno stadio del genere metta delle emozioni difficile da spiegare. Non ci sono tanti club come il Besiktas con dei tifosi così calorosi. Stare a bordo campo in questo ambiente è qualcosa di incredibile. la commozione deriva anche da un po’ di stanchezza: per 90 minuti ho cercato di farmi sentire ma è qualcosa di impossibile qui. Ho talmente rispetto per il Besiktas, so che è una squadra con un passato in Champions League e in Europa League e noi sappiamo chi siamo, il Lugano. Riuscire a vincere qui è qualcosa di grande che mi ha commosso”.
Parole, riportate sul sito del Lugano, che non richiedono altri commenti. Quando parla il Crus, prima che lo faccia lui, togliamoci il cappello.
*Foto dal profilo Instagram FC LUGANO







