“Ciò che è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti”. Quando Hester Browne regalò al mondo una delle massime più note nel mondo della speranza, Francesco Pargalia scandiva la sua vita tra calcio e lavoro. In rigoroso ordine di priorità, anche se le due cose erano ben lontane dall’essere la stessa cosa. I turni a orari impossibili per far combaciare due vite che sembravano parlare lingue diverse. Eppure, fin dal suo arrivo nel settore giovanile del Chiasso, dentro quegli occhi azzurri cielo si leggeva in stampatello una determinazione a tratti imbarazzante per la ferocia della stessa.
Conoscendo cammin facendo prima l’uomo e poi l’allenatore appariva piuttosto evidente che Francesco Pargalia fosse destinato a qualcosa di più grande. Lo si intuiva per la passione e competenza che mette in ogni discorso legato al calcio, che poi è una scuola di vita e viceversa. Perché anche la filosofia recita un ruolo fondamentale nella crescita e nella carriera di Francesco Pargalia. La domanda, per chi scrive, è sempre stata quando ce l’avrebbe fatta e non se ce l’avrebbe fatta.
Virtù che in Ticino scoprono presto: dal Team Ticino al legame con Alessandro Mangiarratti, che sceglie Pargalia come spalla destra per le esperienze a Vaduz e Yverdon. Ma la vita è un gioco di incastri e il lavoro di allenatore professionista è tanto appagante quanto bastardo. Quando aspetti una chiamata il tempo sembra non passare mai e in quei frangenti hai due strade: sperare in disgrazie altrui o continuare a formarti in un mondo del calcio che cambia rapidamente. Pargalia, ovviamente, ha scelto la strada della pazienza e la formazione, macinando analisi tattiche, libri e partite intere da scomporre e ricomporre aspettando una chiamata. Per Pargalia inizia un nuovo capitolo della sua carriera: guidare il Bellinzona in Promotion League per un Bellinzona che in questo momento necessitava proprio di calma, competenze e abilità.
D’altronde, ciò che è destinato a te troverà il modo di raggiungerti. Il resto della storia lo scriverà il destino. L’insegnamento, vecchio ma attuale, rimane lo stesso: il lavoro pa(r)ga.







