Altro che favola. Il capolavoro del FC Thun di Mauro Lustrinelli è ormai una realtà consolidata, qualcosa che ha smesso da tempo di poter essere liquidato come “sorpresa”. Certo, colpisce – e continuerà a farlo – vedere una neopromossa in vetta dopo 25 giornate di Swiss Super League. E allora le romantiche etichette cominciano a stare strette.
A otto turni dalla fine della regular season, il Thun ha collezionato 15 punti di vantaggio sulla coppia FC San Gallo–FC Lugano. Un margine che non autorizza ancora brindisi – nel calcio si fa sempre in fretta a inciampare – ma che rappresenta un cuscinetto solido e concreto per prendere atto che solo il Thun può perdere il titolo.
Tornato nella massima serie dopo cinque anni di assenza, il Thun di Lustrinelli ha messo insieme una stagione che poggia su tre pilastri chiari. Il primo: il rendimento altalenante delle grandi favorite, chiamate a gestire energie e rotazioni anche sul palcoscenico europeo e spesso incapaci di trovare continuità. Il secondo: un collettivo organizzato, concreto, compatto, che ha fatto della disciplina tattica, della pressione organizzata e dell’efficienza il proprio marchio distintivo. Il terzo: l’entusiasmo crescente di una cavalcata che ha acceso l’ambiente e attirato attenzioni anche oltre i confini nazionali.
Quanto può durare? Ormai la domanda suona quasi superflua. I binari tracciati dal Thun portano dritti verso un traguardo che a inizio stagione sembrava impensabile. Anche perché chi doveva comandare la classifica continua a lasciare punti per strada, mentre la capolista mantiene ritmo e solidità.
Il tempo delle celebrazioni non è ancora arrivato. Ma quello delle illusioni, per gli avversari, sembra essere già finito.







