Di Omar Gargantini
E fanno quattro. Quattro su quattro. Al netto del valore degli avversari, molto modesto anche quello del Grasshopper, una chiara dimostrazione di forza. Perché sapere di essere forti è un conto, evitare inciampi è un altro e per niente scontato. Basti pensare agli affanni dell’estate 2025 e anche a quelli di febbraio. Finora, invece, i bianconeri non hanno sbagliato un colpo: significa che sul piano mentale la squadra ha fatto un upgrade imparando dagli errori del passato, ma anche che c’è la maturità necessaria per riemergere da situazioni complicate. Col Vaduz poteva essere 0-2 al 20’ ma anche con un po di fortuna la si è portata a casa.
Ieri il primo tempo è stato un festival degli orrori (per atteggiamento, scelte iniziali e scarsa brillantezza) ma il piglio della ripresa ha consentito di girare lo 0-1 addirittura in una goleada. Bene, insomma, anche se non benissimo proprio perché non c’è ancora la continuità necessaria. E a proposito di buone notizie: Philström si è messo alle spalle l’apprendistato e ora è giocatore vero. Moncada si è confermato e lo è fin da subito. Pian piano arriverà anche Kendouci e pure Beckam Castro ha potenziale.
Le urgenze nell’organico rimangono, sia ben chiaro, ma l’emergenza può forse essere tamponata con un po’ meno affanno del temuto. Avanti adesso con un’altra settimana da 3 partite: ma prima di tutto avanti col sorteggio del playoffs di Conference. Va assolutamente evitato il Getafe (se possibile anche il Twente) e in quel caso si aprirebbero prospettive intriganti.
Correre per 3 obiettivi sarebbe molto logorante, ma vuoi mettere col senso di frustrazione dello scorso agosto, già fuori in due tornei su tre?







