Gargarismi – top e flop del 2025 a tinte bianconere

Calcio, Editoriali, Super league

Autore redazione

22 Dicembre 2025

A cura di Omar Gargantini

2025 agli archivi, a Cornaredo è davvero tornato il sereno dopo un incubo lungo 9 mesi sembrati infiniti. Al Lugano resta uno solo dei 3 obiettivi dichiarati, ma in campionato è protagonista a tutti gli effetti, in piena corsa per Europa e chissà forse anche qualcosa di più. A patto di sfruttare la finestra del mercato invernale per puntellare laddove la rosa è ancora inadeguata o quantomeno terribilmente corta. Vediamo ora top e flop dell’autunno bianconero.

TOP

1° PAPADOPOULOS – Anche lui in difficoltà all’inizio, con le sirene del mercato a distrarlo. Poi però si ritrova di prepotenza. Ruvido e spietato senza più inutili eccessi, un muro nei duelli a uomo, imperiale nel gioco aereo e sempre più affinate capacità ad essere un attaccante aggiunto. Il migliore. Se ne andrà? Per meno di 6-7 milioni sarebbe una follia.

2° BISLIMI – È il prototipo del giocatore “perfetto” per il nostro campionato. Perché ha corsa, buona tecnica e doti di leadership. Per un ulteriore step mancano sostanza fisica e gol. Era arrivato a Cornaredo da mediano e dopo aver (inutilmente?) provato a trasformarlo in un 10 adesso è un interno di centrocampo raffinatissimo.

3° CIMIGNANI – Sembrava essersi perso e difatti è finito spesso in tribuna, ma è poi stato bravo a crescere in maniera esponenziale nel lavoro difensivo e ad approfittare degli infortuni altrui. Ora può fare anche il quinto garantendo più soluzioni tattiche, nella convinzione che – come si è visto nelle ultime settimane – non venga meno anche l’abilità nel rifinire o nel concludere.

FLOP

1° ALJOSKI – Tre mesi per ritrovare una parvenza di brillantezza, poi un infortunio a toglierlo di mezzo quando appunto ci stava arrivando. Aljoski è lo specchio di un mercato estivo che, Behrens a parte, non ha aggiunto nulla ma proprio nulla alla rosa del campionato 2024/25. La grande scommessa sarà recuperarlo ai migliori livelli, ammesso che sia davvero possibile.

2° STEFFEN – Ieri è tornato quello “vero”, per il resto è stato un girone d’andata tremendamente sofferto e laborioso, condizionato da una forma approssimativa e poi da un brutto infortunio. Quando sta bene è un valore aggiunto indiscutibile, altrimenti una “mina vagante” anche per gli equilibri di spogliatoio. Il Lugano ha bisogna di Steffen, speriamo che Steffen capisca di aver bisogno del Lugano (per dare il meglio di se).

3° DOS SANTOS – Tante occasioni, poca resa. L’apprendistato nel campionato dei “grandi” pare infinito, come se fosse una sorta di Peter Pan che non riesce proprio a fare il passo in avanti. Per la serie: vorrei ma non posso e nella speranza, soprattutto, che non diventi a mo’ di bocciatura definitiva un vorrei ma non riesco.

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