Di Omar Gargantini
Solo la pausa poteva fermare la marcia vincente di questo Lugano. Una pausa inusuale nella sua lunghezza tra l’altro, addirittura 3 settimane prima di un nuovo tour de force. Croci-Torti ha detto bene: prioritario all’inizio è staccare la spina, 16 partite in 60 giorni vanno metabolizzate nella testa ancor prima che nel fisico. Poi si tratterà di mettere nuova benzina, con una mini “preparazione”, sperando – riprendendo di nuovo le parole del tecnico – che il poker di assenti perché chiamati dalle rispettive nazionali tornino intatti.
Nel frattempo Von Ballmoos, Steffen e Behrens dovrebbero essere recuperati per cui si allarga di nuovo il ventaglio delle soluzioni, fin qui il dosaggio di minuti e fatiche è stato chirurgico. Tranne che al centro, dove Croci-Torti conferma di fidarsi col contagocce di Kendouci (per non parlare di Ajdyn) come alternativa ai titolarissimi.
Col Lucerna in ogni caso Bislimi un turno di pausa se lo prenderà per forza essendo squalificato. Chissà se i tanti gialli che rimedia sono figli della stanchezza o di una certa indisciplina. Forse di entrambe.
Impensabile credere che si possa infilare un altro filotto del genere da metà ottobre ma anche un piglio da capolista “normale” farebbe selezione, così da poi giocarsi il titolo a primavera contro una concorrenza ridotta all’osso. Young Boys di sicuro, Sion forse. Sperando che quel pensiero mai esplicitato a Batumi dopo aver scollinato il playoff di Conference (avendo l’Europa addio al campionato) si riveli infondato…








