A cura di Omar Gargantini
Un altro 1-0. Il quarto di fila. Ma vietato parlare di corto muso. Tassativamente. Il Lugano (anche) questa partita l’ha dominata, ma Behrens già all’inizio ha sprecato due colossali occasioni per metterla in discesa. Normale che poi si sia dovuto soffrire aspettando la stoccata decisiva.
Fateci caso: da quando Steffen ha ripreso a timbrare il cartellino (gol o assist) con regolarità, il Lugano non ha più sbagliato praticamente un colpo. Ormai l’Europa è davvero dietro l’angolo. Anche se il Sion, applausi meritatissimi ai vallesani, non molla. Sarebbe bello se l’inaugurazione della nuova Arena coincidesse con l’andata del Q2 di Conference (sorteggio il 17 giugno, bianconeri teste di serie).
Ultima annotazione per Belhadj: il tunisino è tornato quello dell’autunno 2024. Devastante sul piano della quantità e della presenza fisica. Nei duelli e nei recuperi. Onnipresente e migliore in campo. È mancato tantissimo nella corsa al titolo perché in un centrocampo di piedi buoni lui non ha un alter ego.
È in scadenza, lascerà quasi di sicuro Cornaredo. E con lui almeno altri 5-6 elementi tra cui qualche titolarissimo che ha mercato. Non sarà una rifondazione ma ci si andrà vicini. Nella speranza che il passato qualcosa abbia insegnato: le vendite vanno cioè fatte in fretta e non ad agosto inoltrato. Ne va del destino della prossima stagione.







