*A cura di Omar Gargantini
Behrens ieri ha seguito la sfida col Losanna dalla tribuna assieme al figlioletto. Ne avrà ancora per un po’ sebbene il club non sia minimamente entrato nei dettagli sulla gravità della lesione al flessore rimediata la settimana precedente. Lo ha sostituito Koutsias che però non ha il fisico, le caratteristiche né l’attitudine per fare la prima punta e il Lugano ha sofferto, quasi mai assecondato dal greco nel tener palla e far salire la squadra in una ripresa non a caso vissuta in apnea.
Il problema è che liquidato Parsemain, che in autunno aveva rivelato la sua inadeguatezza a questi livelli, a Cornaredo in organico non c’è un centravanti alternativo. Insomma: se Behrens non c’è Croci-Torti è in tremenda difficoltà. Grave che sul mercato invernale il club non abbia deciso di sostituire chi è partito almeno da un punto di vista numerico, ancor più grave che a suo tempo non ci si sia resi conto del valore di Nivokazi, che via Bellinzona è poi esploso a Sion, all’immagine della tripletta di ieri che lo ha portato in doppia cifra.
Immaginate un po’ cosa sarebbe il Lugano se l’allora DS Da Silva non avesse facilitato la partenza di quella che è la grande rivelazione tra gli attaccanti di Super League. Un Lugano con due punte vere, da almeno 10 gol, probabilmente sarebbe in corsa per il titolo. Invece, dietro a Behrens nessuno segna con regolarità e quindi vincere è ogni volta tremendamente complicato.
Fino a maggio ci si deve arrangiare, sperando che il tedesco rientri in fretta, per centrare l’obiettivo minimo dei preliminari di Champions. E poi, soprattutto, nella prossima finestra di mercato, sarà imprescindibile trovare una seconda punta “vera” per poter alzare l’asticella.







