A cura di Omar Gargantini
Ha ragione Croci-Torti. Il Lugano è più forte del Thun. E difatti lo ha battuto tre volte di fila. E senza subire gol. Sabato poteva finire comodamente 4-0 anziché con un successo sofferto fino a tempo scaduto e arrivato su un rigore solare (come abbia fatto Cibelli a non vederlo in diretta è un mistero).
E quindi? Beh, orgoglio da un lato, per una prestazione davvero sontuosa, la ripresa soprattutto è stata di un dominio impressionante contro un avversario forse un po’ bloccato dalla consapevolezza di essere a un soffio da qualcosa di probabilmente irripetibile. Ma dall’altro anche rabbia, frustrazione e rimpianti.
Perché questo, con YB e Basilea mediocri, ma con loro pure Servette e Zurigo, era un campionato da vincere. E invece, sprecati troppi punti con le “piccole” (GC su tutti) alla meglio, ci si dovrà accontentare di un posto nella prossima Conference League. Non uno zuccherino ma insomma… Peccato, peccato davvero.
Nella speranza che entrando nella nuova casa il club decida di finalmente compiere il salto di qualità decisivo in sede di mercato. A maggior ragione perché oltretitto, e il Thun lo insegna, non è che per diventare campioni serva poi chissà cosa…







