*A cura di Omar Gargantini
Un punto a Losanna non è da disprezzare. In assoluto, vista la forza casalinga dei vodesi su un sintetico notoriamente molto insidioso e nella fattispecie, perché ai punti i padroni di casa si sono fatti preferire. E a livello di occasioni anche di parecchio. Non è stato, insomma, un gran Lugano. Anzi. Prestazione piuttosto piatta. Ma, appunto, può andar bene così, in una giornata in cui è emerso anche un altro “problema”, ovvero la necessità di dare minuti anche a chi non è ancora in condizione. Ogni riferimento a Steffen non è per niente casuale.
L’ex nazionale, MVP del 2024, era rientrato col Sion ed è stato riproposto alla Tuilière. Ma in entrambi i casi è parso (molto) macchinoso, impreciso, quasi impacciato. Ci sta, dopo un infortunio importante, ma è chiaro che il suo apporto è ridotto: in un momento del match oltretutto dove chi subentra dovrebbe fare la differenza. Il problema è che per consentirgli di ritrovare gamba e brillantezza Croci-Torti è quasi obbligato ad assumersi questo tipo di “rischio”.
Anche perché, col secondo peggior attacco della lega, il Lugano ha un bisogno estremo di recuperare il miglior Steffen al più presto. Discorso analogo lo si potrebbe fare per Kendouci, l’algerino che è teoricamente la primissima alternativa alla mediana (se non addirittura un probabile titolare), ma anche ancora non è pronto. Tocca al mister trovare la quadra ed i relativi equilibri. Aspettando poi che la pausa azzeri ogni divario e si possa finalmente ripartire al gran completo.







