Di Omar Gargantini
A quanto pare l’AIL Arena ai luganesi piace. E anche parecchio. Ma non è certo una sorpresa. Anzi: il CEO bianconero Martin Blaser l’aveva presentato come un gioiello, uno stadio boutique da lasciare a bocca aperta. E non aveva per nulla bluffato o esagerato. La nuova casa dell’FCL è davvero bella da morire ed ha quella dimensione giusta da farne un catino anche con 4-5mila spettatori.
La speranza, a questo punto, è però che chi ha preso d’assalto il weekend delle porte aperte si senta stimolato anche a fare l’abbonamento. 2500 o poco meno sono davvero pochi per quanto già parecchi di più rispetto all’annata precedente nel vecchio Cornaredo.
Aggiungerne un migliaio da qui a inizio Super League è un obiettivo ambizioso ma in fondo anche realistico. Starebbe a significare che per davvero i tifosi hanno capito e apprezzato gli enormi sforzi della proprietà anche nell’abbellimento dello stadio. Investimenti milionari da Chicago per rendere meraviglioso ciò che già era bello di suo nel progetto originale. Ora, appunto, serve una risposta concreta da parte della gente per invogliare Joe Mansueto a fare uno sforzo in più sul mercato.
E costruire un Lugano ancora più forte. Che dopo tanti piazzamenti possa finalmente vincere il titolo. Insomma: giusto “pretendere”, ma adesso è arrivato anche il momento di dare. Alibi non ce ne sono più







