Gargarismi – I classici tre indizi che…

Calcio, Challenge league, Editoriali

Autore redazione

9 Febbraio 2026

A cura di Omar Gargantini

Ci risiamo. Ancora una volta non appena si è ritrovato ad annusare profumo di titolo il Lugano si è inceppato. Era già successo due campionati orsono e poi soprattutto nel 2025, si sta ripetendo ora. Dopo due vittorie consecutive e agevoli, son arrivati altrettanti pareggi. Contro le due ultime della classe, che tradotti insomma equivalgono a delle sconfitte… Il Thun sempre più straordinario capolista ha allungato: da +7 a +11 in una settimana.

Margine enorme, probabilmente impossibile da colmare… Meglio concentrarsi su un piazzamento che porta ai preliminari di Conference abbandonando i sogni più audaci? Parrebbe di sì. Questa squadra, di testa, nn sembra pronta a reggere la pressione che comporta un pensiero come la vittoria del campionato. A differenza di chi sta davanti e continua a giocare con una leggerezza incredibile.

Peccato, ma bisogna essere onesti e riconoscere i limiti mentali di questo FCL incapace di fare il classico passo in avanti. Forse perché manca un vero autentico condottiero. Non lo è (più?) Steffen, che nel nuovo ruolo non riesce (ancora?) a calarsi. Troppi pochi palloni giocati e troppi momenti fuori dalla partita. Prestazioni generose ma che non incidono.

Che sia arrivato il momento di lasciarlo fuori per cavalcare idee alternative? Chissà se Croci-Torti ci stia pensando… Quasi impossibile che possa succedere già col Servette quando con la mediana azzerata dalle squalifiche sarebbe un azzardo ritoccare anche la trequarti. Più in là magari si. A meno che l’ex nazionale non si ritrovi e diventi a tutti gli effetti quel leader che da troppo tempo non riesce più ad essere.

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