*Articolo dalla rivista invernale Calcio Ticinese (in uscita tra pochi giorni)
Chiamatelo effetto Shala. Dopo aver convinto con l’Arbedo-Castione in Seconda Lega, Mirsad Shala è subito tornato in sella sulla panchina del Ceresio, fino al suo arrivo fanalino di coda del campionato di Terza Lega Gruppo 1. Esperienza e competenze non mancano e, aggiungiamo, anche una buona dose di “follia”. Sì, perché “accettare la chiamata del Ceresio poteva sembrare da incosciente, ma mi ha convinto il progetto proposto. Quando sono stato avvicinato non ero molto convinto. Volevo prendermi una pausa e non mi andava di scendere di categoria. Credo, senza alcuna presunzione, di meritarmi almeno la Seconda Lega per quanto fatto negli ultimi anni”.
Poi il sì al Ceresio e un ruolino di marcia da “grande”: dodici punti in cinque partite. “Mi aspettavo un inizio del genere? Sinceramente ci speravo, ma non avrei mai pensato di fare così bene da subito. Il merito è comunque dei ragazzi perché in loro ho trovato totale disponibilità”. Non sedersi, ora, diventa fondamentale. “Dobbiamo – dice il mister biancorosso – cercare di dar seguito ai risultati ottenuti anche nel ritorno. Sono convinto che questa squadra e questo gruppo può solo crescere e di sicuro non permetterò a nessuno di “sedersi” (ride, ndr)”.
Che corde ha toccato per riuscire a imprimere un ritmo simile? “Non ho toccato corde particolari. Ho cercato di portare serenità e di inculcare una mentalità positiva, nonostante la situazione di classifica critica. Ho detto ai ragazzi di non guardare la classifica e di pensare sempre alla partita successiva senza condizionamenti pregressi. Un giocatore in fiducia può portare solo benefici alla squadra”.
Mirsad Shala batte le mani ai suoi: “I ragazzi non meritano solo un plauso, ma un’ovazione. Sin dai primi allenamenti ho visto un loro impegno, dedizione, partecipazione fuori dal comune. Non meritavano di essere ultimi in classifica e l’hanno dimostrato sul campo”. Nel 2025 vedremo un Ceresio lottare per la salvezza o ambire a qualcosa di più importante? “La salvezza resta il nostro principale obiettivo perché questo dice la classifica. Dobbiamo cercare di trovare il giusto equilibrio tra le prime otto partite e le ultime cinque. Darò tutto me stesso per far crescere il Ceresio perché giocatori e comitato se lo meritano. Ho raramente vissuto un ambiente così bello e sano. Mi auguro di rivedere le stesse qualità calcistiche e umane che abbiamo messo in campo nell’ultimo periodo dell’andata. Cercheremo di allargare la rosa con giocatori pertinenti alla nostra filosofia del “singolo a disposizione del gruppo””.
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