Editoriale: Bellinzona, cronaca di una retrocessione annunciata

Calcio, Challenge league, Editoriali

Autore Riccardo Vassalli

11 Maggio 2026

Inutile girarci intorno. Il verdetto che spedisce il Bellinzona in Prima Promotion non sorprende nessuno. Anzi. Suona come un annuncio atteso, quasi con sofferenza, di un paziente morente a cui hanno “solo” staccato la spina. La retrocessione del Bellinzona era annunciata da mesi e non sorprende nemmeno i pochi fedeli che in questi anni hanno saputo mettere l’amore per la squadra ben al di sopra di qualsiasi tragicomica situazione venutasi a creare.

Per quanto mi riguarda, in onestà, non ho mai sentito un solo tifoso granata credere a quella bizzara promessa di inizio stagione del nuovo (e forse già vecchio) patron Trulijo. “Insieme verso la promozione” è stato lo slogan che ha contraddistinto la campagna abbonamenti del club capitolino. Sarà anche la città del carnevale, ma la sparata – poi arrabattata in un poco efficace “fede nel destino” –  sembrava più una presa in giro che una dichiarazione di intenti. Per non parlare di un mercato che giudicare insufficiente è un eufemismo.

Giocatori sconosciuti arrivati – più in fretta che furia – dalla Colombia con chissà quali promesse e premesse. A nulla è servita – forse perché tardiva? – la scelta di richiamare in panchina combattente come Giuseppe Sannino, che sarà anche un bravo allenatore ma non è specializzato in cure paliative.

Il futuro, insomma, non sembra promettere niente di buono. Un indeciso Trulijo ha prima indetto, poi annullato e poi riprogrammato una conferenza stampa in cui – si dice – può essere annunciato di tutto e di più. E sì, se la retrocessione è già di per sé dolorosa, il futuro potrebbe essere ancora più amaro. Come se una piazza storica del calcio ticinese non abbia già sofferto abbastanza per arrivare dove era arrivata. Certe lezioni, malgrado gli esempi da non seguire si sprechino, sembrano non passare.

E allora, fatti forza Bellinzona.

Articoli correlati

calcio ticinese