Se l’andata è stata spettacolare, il ritorno è stato ancora meglio. La semifinale di Champions League tra Inter e Barcellona è stato il trionfo del calcio, nel senso più illogico, puro, divertente e pazzo del termine. In un mondo di schemi, tattiche e tecnicismi, ha vinto tutto quello che va fuori dall’ordinario.
Ha vinto l’inter che più pazza di così, si muore. Ha vinto quel Yann Sommer arrivato tra mille scetticismi ed eretto giustamente a eroe di serata con parate, manco a dirlo, illogiche e provvidenziali. Come quella sull’extra terrestre Yamal, fotocopia di quella di Julio Cesar su Messi nel 2010 per strappare il pass per Monaco. A Monaco, scherzo del destino, ci va anche l’Inter di Simone Inzaghi, indemoniato direttore d’orchestra a immagine e somiglianza della sua squadra.
Ha vinto il capitano Lautaro – in dubbio fino all’ultimo – che, altro scherzo del destino, si carica i suoi sulle spalle come fece un altro argentino 15 anni fa. Ha vinto Acerbi, illogicamente autore del 3-3 da rapace d’area. Ha vinto il sacrificio di Thuram e un San Siro vestito nel suo abito migliore.
Ha vinto il calcio, a prescindere dalla fede calcistica che ognuno presenta e rappresenta. Poi, è vero che l’abito non fa il monaco…ma andare a Monaco, oggi, contava di più. “Certe notti”, cantava il solito Liga, son notti. E viverle ci ricorda perché amiamo questo sport.







