Di Rosas e di spine, il giallo sul patentino dell’allenatore che non può allenare in Svizzera

Calcio, Challenge league

Autore Riccardo Vassalli

23 Ottobre 2023

Rischia di essere già al capolinea l’avventura di Rosas sulla panchina del Bellinzona. O forse, tale avventura non è mai del tutto cominciata. Di sicuro, la situazione è più…spinosa del previsto. Il gioco di parole si presta bene, ma cela un gigantesco punto interrogativo. Che ne sarà di Rosas? Proviamo a chiarire.

Il nuovo tecnico granata non era in panchina nella sfida al Comunale contro lo Sciaffusa, di fondamentale importanza per la classifica. Il pubblico granata non ha affollato lo stadio e questo già la dice lunga sull’umore che si respira all’ombra dei castelli. Ma perché l’allenatore non era al suo posto? Semplice – si fa per dire -, non è in possesso del patentino per allenare una squadra di Challenge League? Ma come?, vi chiederete.

Ebbene sì, la realtà è questa ed è stata l’ASF a spiegare bene la situazione al Corriere del Ticino. In primis: Rosas era in possesso di un patentino che gli permetteva, al massimo, di fungere da assistente. E in effetti, come tale è stato designato dal Bellinzona alla Federazione. Come primo allenatore è stato inserito Manuel Benavente, che il patentino UEFA Pro lo possiede e ha le carte per allenare il Bellinzona.

Tutto ruota intorno a Rosas. Perché lo spagnolo ex Barcellona non può né allenare la squadra, né stare in panchina. Il suo patentino UEFA A conseguito in Spagna è stato ritirato dalla Federazione Spagnola per motivi ad ora sconosciuti. E su questo l’ASF è stata chiara e non concede nessuna delega ai ticinesi.

Il Bellinzona ha poche ore di tempo per comunicare agli organi competenti il nome di un nuovo assistente se intende confermare Benavente come allenatore. Se lo staff spagnolo rimane in sella, allora, è probabile che Diego Megias Navarro sarà indicato come allenatore in seconda, in quanto dotato del patentino richiesto.

Insomma, di uno staff presentato in pompa magna, solo Rosas non ha i requisiti per stare al suo posto. Peccato che nel comunicato del 3 ottobre, Rosas figurava come elemento cardine di uno staff che ora dovrà valutare il suo destino.

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