Torna il Torneo Internazionale di Pentecoste all’Adorna di Mendrisio

Torna il Torneo Internazionale di Pentecoste all’Adorna di Mendrisio

Ce ne sono 23 di edizioni, e ogni volta il Centro Sportivo Adorna di Mendrisio si trasforma. Questo fine settimana di Pentecoste i campi del FC Mendrisio tornano a riempirsi di bambini e ragazzi provenienti da tutta la Svizzera, dall’Italia e non solo. È il Torneo Internazionale di Pentecoste, e quest’anno la qualità degli ospiti è più alta che mai.

Dalla Scuola Calcio fino alla categoria U13, sei categorie in due giorni. Il programma prende il via sabato 23 maggio con U11, U10 e la categoria G-2019, per poi proseguire domenica 24 con U13, U12, U9, U8 e Scuola Calcio. Tutto esaurito all’Adorna, dove le partite si susseguiranno dalle 9 del mattino fino al tardo pomeriggio.

Il colpo d’occhio più bello arriva scorrendo l’elenco delle squadre iscritte. Accanto ai nomi ticinesi — FC Mendrisio nelle sue formazioni, FC Lugano, FC Chiasso, Losone Sportiva, FC Solduno, RA Malcantone, Savosa-Massagno, AS Breganzona — figurano club di respiro internazionale e nazionale. Il Cagliari Calcio porta la sua accademia a Mendrisio, così come il Torino. Biel/Bienne e  Neuchâtel Xamax attraversano la Svizzera, l’AC Bellinzona scende dal nord del cantone. Dall’Italia arrivano il Varese, il Sondrio Calcio, la Pro Sesto 1913, la Castellanzese e il Varese.

Per le categorie più piccole il torneo è anche una festa. Nella Scuola Calcio domenica si affrontano FC Mendrisio BN, FC Mendrisio GR, Accademia Varese e US Tavernola — una vetrina per i bambini nati nel 2019 e oltre, che per la prima volta vivono l’emozione di un torneo con squadre straniere.

Carlo Lucchini, orgoglio Bellinzona: “Bellissimo vivere questo torneo davanti al nostro pubblico”

Carlo Lucchini, orgoglio Bellinzona: “Bellissimo vivere questo torneo davanti al nostro pubblico”

Le emozioni di certe esperienze contano più del risultato fine a sé stesso. O almeno, la certezza è che rimangono tatuate sulla pelle e nella memoria di chi le ha vissute. Carlo Lucchini è perfettamente consapevole che il suo gruppo di Allievi A Youth League ha vissuto una parentesi pasquale che mai dimenticherà. L’appena concluso torneo internazionale all’ombra dei castelli è stato indubbiamente un banco di prova importante per i giovani granata.

Per Lucchini, bellinzonese e allenatore della squadra che il torneo l’ha vissuto da dentro, il senso dell’esperienza è chiaro. “È stata senza dubbio una bellissima esperienza, di quelle che restano nel tempo. Un ricordo importante e allo stesso tempo arricchente, che i ragazzi porteranno con sé per tutta la vita”.

Quale l’aspetto che l’ha soddisfatta di più?

“Sicuramente il fatto di aver tenuto testa a squadre di questo livello, nonostante i risultati non siano stati a nostro favore. La squadra ha lavorato molto bene insieme, dimostrando grande compattezza, soprattutto nella fase difensiva”.

Per un bellinzonese come lei, era fondamentale riportare un torneo così prestigioso?

“Certamente. Parliamo di uno dei tornei più importanti a livello europeo, quindi poter partecipare e competere con squadre di questo calibro è motivo di grande orgoglio, sia a livello personale sia per tutta la realtà del settore giovanile dell’AC Bellinzona. È stato bellissimo partecipare come squadra di casa e vivere questo evento da protagonisti, anche davanti al nostro pubblico. Un’esperienza che dà valore al territorio e che rappresenta una grande soddisfazione anche per i ragazzi”.

Che tipo di crescita può lasciare un’esperienza del genere, sia sul piano sportivo sia su quello personale?

Un’esperienza del genere fa capire ai nostri giovani che esiste ancora un gap importante da colmare per competere a questi livelli. Allo stesso tempo, però, deve essere uno stimolo: spingerli a lavorare di più, a migliorarsi e a continuare il proprio percorso di crescita”.

Quanto la partecipazione al torneo potrà cambiare faccia alla seconda parte di stagione della sua squadra?

“Mi auguro che i ragazzi prendano consapevolezza del loro potenziale. Se sono riusciti a tenere testa a squadre di questo livello, significa che possono farlo anche nel nostro campionato. Questa esperienza deve dare fiducia e motivazione, permettendo loro di affrontare la seconda parte di stagione con maggiore convinzione e determinazione, con l’obiettivo di togliersi qualche soddisfazione”.

Tra le squadre affrontate o le realtà conosciute, cosa l’ha colpita di più?

“Ogni realtà aveva le sue peculiarità e ci ha lasciato qualcosa. Nei giapponesi mi ha colpito soprattutto la velocità di gioco, la qualità tecnica e la precisione nelle giocate. Nei giocatori del Senegal, invece, è emersa in modo evidente la grande forza fisica e l’atleticità. Il Gent è forse la squadra che più si avvicina a noi come caratteristiche di gioco, ma con individualità di altissimo livello. Per ultimo vorrei complimentarmi con tutto il comitato organizzatore per l’ottima organizzazione e ringraziare tutte le persone che ci hanno permesso di vivere questa bellissima esperienza”.


Il Midtjylland concede il bis: Gudjonsson firma l’81esima edizione del torneo di Bellinzona

Il Midtjylland concede il bis: Gudjonsson firma l’81esima edizione del torneo di Bellinzona

Ha vinto il Midtjylland, ha colpito Gudjonsson, e Bellinzona ha incoronato i danesi. L’81esima edizione del Torneo Internazionale si è chiusa così, sotto il sole di Pasquetta, con il sigillo del club danese che si è preso la coppa per la seconda volta nella sua storia, confermando di sapere come si arriva fino in fondo da queste parti.

La finalissima tra Midtjylland e Fluminense, attesissima già alla vigilia, ha premiato dunque i danesi, capaci di mettere le mani sul trofeo grazie alla rete di Gudjonsson. Un lampo decisivo, quello che ha spezzato l’equilibrio e consegnato al Midtjylland il titolo, completando un percorso di spessore contro una Fluminense che aveva accarezzato il sogno della prima volta ma si è dovuto fermare proprio all’ultimo passo.

IL MIDTJYLLAND FA IL BIS

Non è un successo qualsiasi, quello dei danesi. Il Midtjylland era già arrivato in finale in Ticino nel 2015 e allora aveva vinto battendo l’Atletico Madrid. Stavolta la storia si è ripetuta: altra finale, altro trionfo, altro segnale di forza lasciato sul torneo.

La giornata conclusiva ha assegnato anche il terzo gradino del podio, finito nelle mani del Japan HS Team. I giapponesi hanno travolto il Gent con un netto 5-2, prendendosi il podio con autorità e chiudendo il torneo con una prova convincente. Così Bellinzona ha emesso i suoi verdetti definitivi: Midtjylland sul tetto dell’81esima edizione, Japan HS Team sul gradino più basso del podio, Fluminense costretto a ingoiare il boccone amaro della finale perduta.

Foto: Swiss World TV

Bellinzona aspetta il suo re. Nel pomeriggio la finalissima Midtjylland-Fluminense

Bellinzona aspetta il suo re. Nel pomeriggio la finalissima Midtjylland-Fluminense

È il giorno delle finali, è il giorno dei verdetti, ed è il giorno in cui Bellinzona si veste a festa. Nel lunedì di Pasquetta finalmente baciato dal sole, il Torneo Internazionale arriva al suo ultimo atto con due sfide che promettono scintille, dopo giorni di battaglie, incroci e ambizioni tenute vive fino all’ultimo respiro.

Ad aprire il programma sarà la finale per il terzo e quarto posto: alle 15 il Gent e il Japan HS Team si giocheranno il podio, in una sfida che vale prestigio e orgoglio. Poi, alle 17.15, toccherà alla finalissima, quella che assegna il trofeo: da una parte i danesi del Midtjylland, dall’altra i brasiliani del Fluminense. Europa contro Sudamerica, tradizione contro novità, abitudine a certi palcoscenici contro il fascino di una prima volta.

BELLINZONA ASPETTA IL SUO RE

Il Midtjylland sa già come si arriva in fondo da queste parti. I danesi erano approdati in finale in Ticino già nel 2015 e in quell’occasione avevano messo le mani sul torneo battendo l’Atletico Madrid nell’ultimo atto. Il Fluminense, invece, in finale a Bellinzona non c’era mai arrivato: per i brasiliani è un esordio assoluto, e già questo basta a dare peso specifico a una presenza costruita con qualità e continuità.

C’è poi un dettaglio che rende tutto ancora più intrigante. Le due finaliste si sono già incrociate venerdì nel girone, chiuso da entrambe a quota 7 punti. A spuntarla era stato il Fluminense, ma soltanto ai rigori, al termine di una sfida equilibrata e tesa. Un precedente che racconta quanto i valori siano vicini e quanto la finalissima possa decidersi su un episodio, su un lampo, su un dettaglio minimo.

Via al Torneo di Bellinzona: Sergi e Simunac, “Restituire ai giovani queste opportunità è speciale”

Via al Torneo di Bellinzona: Sergi e Simunac, “Restituire ai giovani queste opportunità è speciale”

Il Torneo Internazionale U19 di Bellinzona torna protagonista: Renato Sergi e Stipe Simunac raccontano il valore di un appuntamento che conoscono bene, prima da calciatori e oggi da main sponsor con Sergi Group. Due volti noti del calcio regionale, accomunati da un legame profondo con una manifestazione prestigiosa, capace negli anni di lasciare il segno su generazioni di giovani talenti.

In primis, quanto era importante che tornasse questo torneo?

“Il ritorno del Torneo di Bellinzona è molto importante, non solo per la città ma per tutto il calcio giovanile europeo. È una manifestazione storica che per anni è stata un punto di riferimento per tanti giovani talenti. Dopo un periodo di inattività, riportarlo in vita significa offrire di nuovo ai ragazzi un’opportunità di crescita importante e, allo stesso tempo, ridare al territorio un evento che rappresenta un vero motivo di orgoglio”.

Entrambi lo avete disputato: quali sono i ricordi più belli che vi legano al torneo di Bellinzona?

Simunac: “I ricordi più belli sono legati all’atmosfera unica che si respirava e all’adrenalina delle partite. Per noi è stato un momento di crescita e di orgoglio, anche per il fatto di poter rappresentare il Team Ticino. Sono esperienze che ti restano dentro e che oggi ci fanno apprezzare ancora di più il valore che questo torneo può avere per i giovani”.

Sergi: “I ricordi più belli riguardano soprattutto l’opportunità di confrontarsi con giocatori di alto livello. Tutti parlano del Torneo di Bellinzona e viverlo da vicino ti fa capire davvero quanto sia speciale. È un’esperienza formativa che lascia qualcosa dentro e che oggi ci rende ancora più orgogliosi di sostenerne il ritorno”.

Prima da protagonisti in campo, oggi da sponsor: quale volontà c’è dietro al sostegno verso una manifestazione così importante?

Sergi: “Per me è una sensazione davvero particolare: da giocatore del Torneo di Bellinzona non avrei mai pensato che un giorno avrei avuto l’onore di esserne main sponsor. È qualcosa di emozionante. Ci piace l’idea di poter restituire ai ragazzi le stesse opportunità che abbiamo avuto noi, promuovendo valori come la crescita, la disciplina e lo spirito di squadra, che sono fondamentali non solo nel calcio, ma anche nella vita e nel lavoro”.

Che torneo vi aspettate?

“Ci aspettiamo un torneo competitivo, ricco di talento e adrenalina, nel quale i ragazzi possano confrontarsi, crescere e vivere un’esperienza davvero indimenticabile”.

“Ci piace l’idea di restituire ai ragazzi le stesse opportunità che abbiamo avuto noi, promuovendo valori come la crescita, la disciplina e lo spirito di squadra”

Renato sergi e stipe simunac (sergi group)

I giovani calciatori presenti, invece, che esperienza si devono aspettare?

“I giovani calciatori possono aspettarsi un’esperienza intensa e formativa: tante partite di livello, il confronto con squadre forti e l’opportunità di crescere sia come giocatori sia come persone”.

Il programma completo