Dario Cologna portabandiera olimpico!

Dario Cologna portabandiera olimpico!

Il 31enne succede a Simon Ammann. “Soddisfazione enorme, finalmente ce l’ho fatta”.

Sarà Dario Cologna il porta bandiera della Svizzera alla Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici invernali 2018 di PyeongChang.

Il 31enne grigionese, campione olimpico in Canada nel 2010 e doppio campione olimpico ai Giochi di Sochi 2014, è stato scelto da Ralph Stöckli, in quanto “è un professionista esemplare che merita quest’occasione. Cologna è ambasciatore per eccellenza dello sport elvetico”.

“È un grande onore per me portare la bandiera Svizzera durante la cerimonia d’apertura. Per un atleta, i Giochi Olimpici sono il massimo. Alla mia terza partecipazione ce l’ho fatta e sono enormemente fiero”, sono le parole di Dario Cologna.

Omar Schena: il mulino della motivazione.

Omar Schena: il mulino della motivazione.

Scopriamo Omar Schena, 26enne ticinese che si sta facendo apprezzare nel panorama del culturismo svizzero. Omar si è aperto ai microfoni di Laborsport.com raccontandoci i suoi primi intensi anni fatti di allenamenti, sacrifici, malelingue ma anche e soprattutto parecchie soddisfazioni personali, che in questo ambiente sono il vero motore che fornisce la motivazione per dedicarsi mente e corpo a questa disciplina.

Da ragazzino ho sempre fatto diversi sport, ho praticato calcio, hockey e unihockey ma ho mollato tutto e mi son ritrovato ad iscrivermi in palestra per oppormi alla forma fisica che andava peggiorando

Il ragazzo, ancora 15enne, si iscrive quindi in palestra e l’impatto per lui è incredibile: inizialmente è solo una valvola di sfogo dopo una giornata impegnativa ma poi, senza nemmeno il tempo di elaborare quello che gli sta accadendo, si ritrova a dover gestire il suo hobby in modo più serio. Il suo fisico dà subito grande risposta e i miglioramenti sono visibili giorno dopo giorno ma, cosa ancora più importante, il potenziale del ragazzo di Prosito è ancora enorme. Omar capisce subito il “trucco del mestiere” e segue con precisione maniacale il triangolo magico: Allenamento-Alimentazione-Riposo. Qualche altro mese fatto di ghisa e tanta grinta porta poi il giovane in un’altra dimensione:

Credo che si tratti di un click mentale, perché andare in palestra è una cosa, fare l’atleta è un’altra. Questa disciplina ti occupa 24 ore al giorno, tra allenamento, cura dell’alimentazione e il riposo che non è un fattore da trascurare. Ora vivo solo per questo, ho i miei sogni e obbiettivi, e per la testa non ho nient’altro che raggiungerli.”

Quale disciplina pratichi?
Pratico il Bodybuilding o Culturismo. È difficile da spiegare, ma la parola “Disciplina” penso sia la parola esatta. Questo sport richiede precisione, dalla singola ripetizione in palestra alla grammatura precisa degli alimenti all’orario nel quale consumare il pasto, passando per le giuste ore di riposo. Ma non amo chiamarlo sport, è uno stile di vita, perché ti occupa tutto l’intera giornata. Ti rimane davvero poco altro.
Il culturista è una persona molto forte mentalmente, che non teme la solitudine e il dover affrontare preparazioni, allenamenti e diete molto dure. C’è molta differenza tra il culturismo e l’andare in palestra ad allenarsi semplicemente per tenersi in forma. Dipende sempre da quali sono gli obbiettivi. Ti prepari 16-18 settimane per una competizione che dura 10-15 minuti, sbagli un dettaglio e perdi. È una cosa veramente difficile da spiegare, se non si è dentro in questo fantastico mondo non si possono capire e ponderare gli sforzi che vengono fatti per questa disclipina.

Che impatto ha il Bodybuilding sulla tua vita?
Personalmente mi ha cambiato molto, mi ha davvero rafforzato a livello mentale. La disciplina, le regole, la precisione, la determinazione: sono tutte cose che ti cambiano e che ti porti anche nella vita di tutti i giorni. Questo assetto mentale lo applichi a tutte le cose che fai, ed è una cosa speciale. Lo vedo un po’ come un dono.

omar schena 2.jpg

Come trascorre la giornata Omar Schena:
La sveglia suona alle sei del mattino e per prima cosa mi fiondo sul tapis per fare un po’ di cardio oppure, se le condizioni me lo permettono, può capitare che esca a svolgere la sessione. In ogni caso, appena terminato il richiamo cardiovascolare, preparo il primo pasto della giornata, che consumo immediatamente. Fino a fine giornata consumo un pasto ogni 3 ore. Sono composti sempre da proteine, carboidrati e grassi e derivano sempre da fonti diverse. La mia giornata è subordinata alla programmazione dei miei allenamenti che, a sua volta, sono correlati al periodo dell’anno. Se ho una gara/spettacolo so che ogni allenamento terminerà con 20 minuti sul Tapis Roulant e solitamente tengo l’allenamento verso tardo pomeriggio se ne devo svolgere solo uno al giorno, se invece la preparazione implica la doppia sessione allora mi alleno anche prima di mezzogiorno.

Sogno nel cassetto?
Il sogno è diventare un atleta professionista. È stato fatto tantissimo, e nulla nello stesso tempo. Sono sempre stato visto da tutti come un atleta con grande potenziale. Ma posso dire che questi mesi hanno influito tanto. Negli ultimi 4 anni sono stato seguito da un preparatore ticinese, che mi ha fatto fare grandi progressi. Ero tuttavia arrivato a quel punto del potenziale dove si fa più difficile progredire e sentivo quindi che bisognava cambiare. Ho preso quindi la decisione di cambiare preparatore, ho conosciuto due professionisti operativi nella Svizzera interna e con loro sento di avere le basi per fare un gran lavoro. Quindi ora inizia il bello, c’è fiducia nei miei mezzi e non vedo l’ora di ripagarla sul palco. Vedremo cosa riserverà il futuro, ma ho sempre bene in testa cosa voglio. 

Omar lavora sodo ogni giorno per raggiungere il suo obbiettivo e affermarsi a livello svizzero ma nel frattempo  ha creato una rete di coaching online presso la quale è a disposizione per soddisfare le tante richieste che gli arrivano quotidianamente.

“Ho creato TeamSchena considerato anche le tante richieste e i messaggi che ricevo sui social. Da lì è nata questa idea. Amo fare anche questo parallelamente alla mia attività di atleta. Ma nello stesso tempo non mi sento un guru, né tanto meno una persona che fa un presuntuoso uso della propria esperienza. Durante questi anni ne ho acquisita abbastanza per poter aiutare la gente che vuole stare meglio con sé stessa. E personalmente rimango dell’idea che il corpo è un biglietto da visita. Sicuramente non rispecchia il valore di una persona, ma chi non vorrebbe guardarsi allo specchio e sentirsi bene?
In questa prima parte di anno ho deciso di aiutare persone che non fanno parte dei professionisti, ma semplicemente persone che volevano capire meglio come impostare una dieta: come mangiare, quanto mangiare, come allenarsi, perchè allenarsi e tante altre cose che aiutano a cambiare la mentalità e trasformare il corpo nella direzione dell’obbiettivo finale.
Ho avuto davvero un gran riscontro. Ho seguito tantissime persone e per il momento sono molto orgoglioso di quanto fatto. La maggior parte di esse è rimasta soddisfatta. I cambiamenti dei miei assistiti, laddove c’è il consenso, li pubblico sempre sulla pagina Instagram. In questo momento sto anche seguendo, à côté della normale attività di coaching, un progetto che riguarda la preparazione di 10-15 veri e propri atleti, del quale fanno parte ragazzi che mi hanno contattato anche dalla vicina penisola.”

Nella pratica come ti poni nei confronti della tua attività di coaching e qual è l’obbiettivo?
L’obbiettivo è sicuramente la soddisfazione dei miei ragazzi. Io, in prima persona, spingo affinchè l’obbiettivo prefissato insieme inizialmente venga raggiunto, ma non posso essere sempre presente in palestra e soprattutto in cucina con i miei ragazzi, è una causa che devono sposare e seguire con grande motivazione. Mi rendo conto di avere molta influenza sull’aspetto mentale dei miei ragazzi e proprio questo aspetto è da sempre il mio “cavallo di battaglia”. Automotivarsi è la chiave di tutto ma, cosa ancora più importante, ho notato che grazie ad alcuni veri e propri testi motivazionali, che pubblico di sovente sui social, riesco a trasmettere la piccola dose giornaliera di motivazione anche a chi mi segue.

C’è una frase tra queste che nel tempo hai fatto tua e nella quale ti ci ritrovi quotidianamente?
“Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che è oltre la loro portata” questa è effettivamente una frase con la quale convivo e che racchiude tanto della mia esperienza fino ad ora. Quando ho iniziato a lavorare sul mio corpo ed a credere in me stesso, ho sentito parecchio vociferare, ma la più grande soddisfazione è stata quella di notare che le stesse persone che mi criticavano si sono poi rivolte a me per alcuni consigli.

Chi ti contatta e quante persone hai già potuto seguire?
In 7 mesi ho seguito circa 50 persone. Non c’è una determinata categoria di persone che mi chiede aiuto, prendono contatto persone di qualsiasi tipo. Da chi vuole solo capire come seguire una determinata alimentazione, alla persona che invece vuole apprendere un metodo ottimale di allenamento per raggiungere un obbiettivo specifico, passando per chi vuole solamente capire come meglio dividere i gruppi muscolari duranti gli allenamenti. Ci sono poi persone che chiedono un aiuto profondo e da un certo punto di vista urgente perché  vogliono davvero stravolgere la vita e riprendersi in mano la propria forma fisica.

Che consiglio potresti dare a chi si approccia a questa disciplina e soprattutto ai più giovani?
Il mio consiglio è quello di credere profondamente nei propri mezzi, di continuare a lavorare sodo ogni giorno perchè, checché se ne dica, non c’è scusa, genetica o stanchezza che tenga. Se si lavora bene i risultati arrivano. Ai più giovani voglio solamente dire di imparare a “sentire il proprio corpo”, soprattutto in quest’ambito dove è l’unica cosa sulla quale lavorare e, siccome il corpo è il nostro, non bisogna farsi influenzare da gente che parla a vanvera. Bisogna agire con intelligenza e non spinti da motivazioni futili come, tra le più diffuse, quella di apparire. Ovviamente il mio non è solo business e resto volentieri a disposizione di chiunque volesse anche solo scambiare due chiacchiere.

 

Australian Open: Roger Federer vola in finale!

Australian Open: Roger Federer vola in finale!

62′ di gioco, tre game, e una finale conquistata per ritiro. Il coreano Hyeon Chung nulla ha potuto contro Roger Federer, alla settima finale in carriera dell’Australian Open. Il tennista elvetico ha ottenuto il biglietto per la grande sfida contro Marin Cilic a causa di un problema al piede sinistro dell’avversario coreano, quando l’incontro vedeva “King Roger” avanti 6-1, 5-2 in poco più di un’ora.
Il campione di Basilea si è dimostrato solidale nei confronti dell’avversario costretto al ritiro. “Ha retto bene il primo set, poi si è visto che faticava per le vesciche. So quanto possa essere doloroso, gli auguro il meglio”.
Sulla finale, Federer confida di “temere” la potenzialità di Marin Cilic. “È un giocatore molto potente, ci siamo affrontati alcune volte anche negli Slam. Alle Maldive, in vacanza, mi ci sono allenato anche insieme. Se è arrivato fino in fondo in torneo del genere vuol dire che lo ha meritato e possiede grande fiducia in se stesso”.
Con la settima finale, Roger ha eguagliato il record di Roy Emerson, capace di accedere alla finale australiana per sette volte di fila tra il 1961 e il 1967, e Jack Crawford e John Bromwich.
Laborsport.com, il giorno zero

Laborsport.com, il giorno zero

Quanto vale un secondo, un minuto o un’ora? La risposta è soggettiva e relativa alla misura con la quale il tempo stesso viene misurato da ognuno di noi.

Si dice che il tempo è oro e su questo ci trovate concordi. Sei minuti sono troppo pochi o semplicemente troppi? Ve lo siete mai chiesti?

Per qualcuno possono sembrare un‘eternità, per altri è invece il tempo anche soltanto strettamente necessario per scrivere pagine di storia destinate a non scomparire mai. Un lampo che scolpisce la pietra.

Alla maggior parte di voi non sfuggirà il ricordo della finale di Champions League del 25 maggio 2005 tra il Milan di Carlo Ancelotti e il Liverpool di Rafa Benitez. Sul punteggio fissato sul 3-0 per i rossoneri, la compagine inglese riuscì a ribaltare la situazione rimontando l’intero svantaggio in 6’ (!), per poi aggiudicarsi la coppa dalle grandi orecchie, ma questa è un’altra storia…

A Tracy McGrady bastarono poco più di 30’’ per legare il suo nome indissolubilmente alla NBA. “T-Mack” condusse i Rockets alla vittoria contro gli Spurs, mettendo a referto ben 13 punti in 35’’ e trascinare i suoi verso un successo insperato soltanto pochi secondi prima.

Nel Gran Premio di Suzuka del 1988, la McLaren di Ayrton Senna si ammutolì in partenza, salvo poi riprendersi grazie alla bravura del suo immenso pilota bravo a sfruttare la lieve pendenza  sulla quale era situata la griglia di partenza. Scivolato in 14esima posizione, “Magic” recuperò fino al gradino più alto del podio, aggiudicandosi il primo titolo iridato della sua magnifica carriera. Il fato che va a braccetto con il talento perché le imprese sportive non sono mai frutto del caso, sono spesso dirette da una regia divina ed hanno bisogno di misurarsi con il  tempo per assurgere alla dimensione di leggenda.

Potremmo continuare fino allo sfinimento a menzionare tutte le imprese storiche che hanno segnato la storia dello sport, ma non saranno questi sede e luogo.

Lo sport è dunque, fatalmente, questione di tempo

Chi racconta o scrive di sport investe del tempo, sottratto nella maggior parte dei casi ai propri interessi, in particolar modo chi, come noi, lo fa unicamente come hobby.  Chi scrive o racconta di sport, in fondo,  chiede soltanto questo in cambio ai suoi lettori: tempo e interesse.

La missione di Laborsport.com è quella di investire del tempo per raccontare le imprese e le gesta di atleti che del loro tempo ne hanno fatto uno sport, a chi è andata meglio una professione. La nostra missione è “ricompensare”, se così si può dire, il loro investimento. Perché nell’ambito dello sport siamo tutti colleghi, amici o perlomeno conoscenti. E se l’unione fa la forza…allora uniamo il nostro tempo!

Laborsport.com è il risultato di più menti che hanno perseguito uno stesso obiettivo, o per meglio dire un ideale, condiviso e compiuto la stessa strada. Il nostro portale è figlio di una smisurata passione  per il giornalismo e lo sport che ci ha portato a trascorrere notti insonni a dibattere su cosa includere e cosa non.

Quello che vedete è il risultato degli apprezzamenti ricevuti in partenza e delle critiche dei sempre graditi pareri scettici. 

La redazione di Laborsport.com vi ringrazia fin d’ora per il tempo dedicatoci e con l’augurio di leggerci reciprocamente, vi accogliamo tutti in un virtuale abbraccio.

Lo staff di Laborsport.com

A tu per tu con Chiara Balestra

A tu per tu con Chiara Balestra

La 16enne del Lugano Volley si racconta a Laborsport.com, tra l’onore di vestire la casacca rossocrociata e la fondamentale organizzazione per conciliare sport e scuola.

Giovanissima e da sempre appassionata della pallavolo, Chiara Balestra ha le idee chiare e la giusta determinazione per scalare la vetta aspirando al professionismo. Certo è, che i suoi sforzi e sacrifici non sono passati inosservati ricompensandola con la chiamata in Nazionale Svizzera U19.

Abbiamo quindi voluto fare quattro chiacchiere con la pallavolista del Lugano Volley che ha raccontato ai microfoni di Laborsport.com il suo percorso, ma non solo…

Chiara ha 16 anni e vive a Massagno, da 7 anni pratica pallavolo, passione trasmessa dalla mamma  e dalle tante partite guardate in televisione. Ma dal guardare al fare, di acqua sotto i ponti ne è passata, tanto che a fine aprile indosserà la maglia della Nazionale nelle qualificazioni agli europei di categoria.

“Essere in nazionale è la ciliegina sulla torta dopo tutti gli sforzi fatti. Indossare quella maglia per me è un onore. Quando sono stata convocata per la prima volta non ci credevo, non mi sembrava vero, è stata una soddisfazione immensa. Essere consapevole di rappresentare la mia nazione mi fa venire la pelle d’oca”

chiara 2

Ma dietro ad ogni soddisfazione c’è, chiaramente, l’altra faccia della medaglia. Come riesce una giovane studente a conciliare studio e sport agonistico? “Non è sempre facile, ma in questi anni ho imparato ad organizzarmi bene per ottenere dei buoni risultati in entrambi gli ambiti. Per me la chiave di tutto è non sprecare tempo e appena si può portarsi avanti con la scuola. Questo mi permette anche di avere del tempo per gli amici e per rilassarmi”.

A proposito di amici, Chiara ritiene la sua squadra una “seconda famiglia”. “Essendo tutte ragazze è normale che qualche discussione nasca, ma fa parte del condividere la stessa passione. Senza le mie compagne di squadra non sarei dove sono ora, loro hanno sempre creduto in me”.

chiara 3

Il percorso della giovane pallavolista non è però immune dagli sfortunati “periodi no” di uno sportivo. Chiara è infatti alle prese con un fastidioso problema alla spalla che le impedisce di allenarsi come vorrebbe e come dovrebbe “Non potermi allenare è una tortura, star ferma è una cosa a cui non sono proprio abituata”, ma la sua grinta e determinazione sono comunque più forti di tutto.

“In questo periodo posso fare solo potenziamento fisico, ma cercherò comunque di migliorare la mia condizione fisica per poter rientrare più forte di prima”.

La convinzione della giovane promessa del volley elvetico è che nella vita, i sacrifici, in un modo o nell’altro, vengono sempre ripagati per cui questo sarà soltanto un ostacolo in più da affrontare.  Un ostacolo che comunque non le impedirà di continuare a sognare e guardare al futuro sportivo con ottimismo e belle speranze”.

SuperG: Super Lara Gut!

SuperG: Super Lara Gut!

C’è la firma di Lara Gut nel SuperG di Cortina che ha di fatto chiuso la tre giorni sciistica ampezzana.

Dopo il successo dello scorso anno in discesa, la sciatrice ticinese è tornata sul gradino più alto del podio nella prova del supergigante, portando a 24 i successi nella Coppa del Mondo.

La 26enne di Comano è stata la più abile di tutte mettendosi alle spalle un’eccezionale Johanna Schnarf e l’austriaca Nicole Schmidhofer