Chissà quanti infiniti momenti avrà percorso e ripercorso nella sua testa Davide Kleimann in questi mesi. Il Nebian – sede dell’AS Castello – è casa sua. Lo è da sempre e per sempre lo sarà, anche se le strade a fine stagione si divideranno. Anche le più belle storie d’amore finiscono. A volte, pure, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Alla base non ci sono, però, rotture: solo la consapevolezza di aver dato tutto e di aver ricevuto indietro tanto. Solo la voglia di misurarsi con la sensazione di scoprire qualcosa di nuovo e di diverso. Dopo una vita calcistica dedicata per intero nel Castello e per il Castello, il “Klei” lascerà a fine stagione.
Klei, partiamo dal presente. Come è andata la prima parte di stagione? Sul finale avete forse pagato un po’ di stanchezza?
“Direi che il bicchiere è pieno per tre quarti. Si può sempre fare meglio, ma raccogliere 19 punti da neopromossa non era per nulla scontato. Sul finale abbiamo pagato un po’ di stanchezza mentale e fisica ma dobbiamo considerare che arriviamo da 2 anni, 2024 e 2025, vissuti sempre con i giri del motore al massimo. Tra l’altro, durante il girone di andata abbiamo praticamente fatto tutte le trasferte oltre Gottardo, ce ne mancano solo 3 (Ibach, Cham e Rotkreuz) sulle 10 totali. Sono orgogliosissimo di quanto abbiamo fatto. Castello è e rimane un punto di riferimento calcistico per i ragazzi del Mendrisiotto, basta guardare la rosa della squadra”.
La notizia: sarà addio a fine stagione…
“Confermo, la decisione è già stata presa quest’estate, condivisa con Manto a luglio e confermata ufficialmente ai membri di comitato ad agosto. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, a giugno 2026 terminerò la mia avventura con l’AS Castello”.
Cosa ti ha portato a questa scelta? Quanto ci hai dovuto pensare?
“Molto semplicemente sento la necessità di mettermi alla prova con qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Per tanti anni ho portato avanti le mie idee, trovando persone speciali che le hanno condivise e fatte proprie. Sono però convinto che con questo percorso, siamo arrivati al punto più alto possibile. Ora alla società servono strategie nuove e nuova energia”.
Una decisione irrevocabile per te. Com’è stata accolta?
“Non è stata una decisione presa alla leggera e sicuramente c’è dispiacere da parte dei miei compagni di viaggio, ma la fine di un percorso corrisponde sempre con l’inizio di nuove avventure, per me come per la società”.
Se ripensi al tuo percorso in biancorosso, quale il primo ricordo che ti viene in mente?
“Da calciatore qualche soddisfazione me la sono tolta, ma il punto più alto è stato sicuramente l’incontro di Coppa Svizzera in casa, contro il Lugano di Zeman. Partita combattuta, abbiamo messo in difficoltà la squadra di Super League, anche se alla fine abbiamo capitolato per 0-2. Più in generale, i due campionati di 2a Lega vinti nel 2013-14 e nel 2024-25, resteranno per sempre nella storia del club”.
Passano anni, giocatori, allenatori. Una persona che porterai sempre con te?
“La domanda più difficile di tutte. Terminerò con quasi 25 anni nell’AS Castello, ho fatto il giocatore, il dirigente e il vice-allenatore. Avrò condiviso lo spogliatoio con almeno 500 persone. Impossibile limitarmi ad un nome. Negli ultimi anni, per la precisione le ultime 8 stagioni le ho vissute fianco a fianco con Enrico Brumana, con il quale abbiamo condiviso gioie e dolori, calcistici e non. Qualcosa che porterò sempre nei miei ricordi e nel mio cuore”.
Come si affrontano questi ultimi mesi con la consapevolezza che le strade si separano alla fine?
“Con la stessa professionalità e ambizione che hanno caratterizzato tutti i mesi della mia permanenza al Nebian, casa mia. Non lasceremo nulla al caso e cercheremo di raggiungere la posizione più alta possibile della classifica”.
Cosa c’è nel futuro di Kleimann? Voglia di rituffarsi subito in una nuova esperienza o voglia di staccare la spina?
“Vediamo quali opportunità si paleseranno nei prossimi mesi, senza stress, valuterò la situazione che mi stuzzicherà maggiormente. Per una persona abituata ai 3 allenamenti più la partita, difficile staccare totalmente la spina”.
Sul campo o dietro la scrivania?
“Non escludo nulla, ma penso che mi riesca meglio stare dietro la scrivania…”.






