Bentornati, numeri Dieci

Calcio, Editoriali

Autore samumessina

5 Agosto 2025

post della pagina Instagram @pallacepallanonce

A partire dagli anni Trenta i numeri sulle maglie sono diventati sempre più frequenti e, in epoca classica, avevano un forte legame con il ruolo. Negli anni ‘50 e ‘60 il numero 10 era assegnato al centravanti di manovra o a colui che agiva dietro le punte e legava il gioco. Non il cuore, neanche il cervello, ma l’anima. Non la chitarra, neanche la batteria, ma quel violino sfuggente che tanti non sentono neppure. Lo stesso, però, che viene osannato da chi sa ascoltare attentamente. 

Oggi 30 anni fa, il rapporto tra il numero e la collocazione in campo si è sciolto. Il valore simbolico no, quello non si dissolverà mai. Elencare chi lo ha reso grande, citando velocemente un nome e l’altro, sarebbe mancanza di rispetto al giochino. Sottrarre lo spirito a un numero da sempre indossato da chi all’interno di schemi non è mai riuscito a starci. Figuriamoci in un elenco. 

Il 10, in realtà, è anche e soprattutto una responsabilità. In campo cerchi lui, negli store anche. Da bambino vuoi indossarlo, da adulto ti commuovi ricordandolo. Un numero che nel mondo del pallone simboleggia il genio, l’imprevedibilità, la bellezza, la magia. Tutto quello che di più bello ci avvicina al nostro gioco. E in questa estate di metà anni Duemila c’è chi, finalmente, questa responsabilità ha deciso di raccoglierla. 

Lamine, Cole e Kylian hanno deciso di mettersi dietro le spalle le due cifre più iconiche. Tre dei maggiori protagonisti del calcio mondiale hanno deciso di scrivere un nuovo capitolo della leggenda. Ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con la propria maglia, tutti con lo stesso dono di parlare con il pallone. 

Dribblate, disegnate, imbucate, segnate, decidete. Rendete grazie al numero dell’eterno ricominciare, della perfezione, della forza, di chi arriva sempre e comunque, di chi può e osa. Quindi, beh, bentornati numeri Dieci. 

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