Bellinzona YLA, capitan Yannick Giacchino: “Voglio godermi ogni momento del mio percorso. Essere granata è un orgoglio”

Calcio, Giovanili

Autore Simone Belluzzi

21 Febbraio 2025

Il campionato degli Youth League A ha regalato tante emozioni e messo in mostra tanti talenti del nostro cantone. La classifica al termine del girone d’andata evidenzia il dominio del Bellinzona, che ha collezionato nove vittorie e una sola sconfitta in dieci gare, con un vantaggio di sei punti sul comunque ottimo Rapid Lugano. Una prima parte di stagione decisamente positiva per i ragazzi di Carlo Lucchini, che ora dovranno replicare quanto fatto nel girone autunnale anche in quello primaverile per poter accedere alle finali nazionali e sognare in grande.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Yannick Giacchino, giovane capitano del Bellinzona, per parlare con lui dei suoi sogni, della stagione in corso e di cosa significhi rappresentare il club granata.

Yannick, il Bellinzona ha chiuso il girone autunnale al primo posto in Youth League A. Quali sono le tue considerazioni su questa prima parte di stagione?

“Io e la squadra siamo sicuramente soddisfatti della prima parte di stagione. Vincere era il nostro obiettivo e ci siamo riusciti. Questo, però, non deve essere un traguardo, ma una motivazione per continuare a competere, lottare e cercare di vincere anche il girone di ritorno. Su dieci partite siamo riusciti a vincerne nove e a perderne solamente una, grazie al bellissimo gruppo che abbiamo creato.”

Da capitano, senti che l’obiettivo deve essere quello di raggiungere le fasi finali? Quanto credete in questo traguardo?

“Uno dei nostri obiettivi, oltre a vincere la Coppa Ticino, è proprio quello di conquistare anche la seconda parte del campionato per poter accedere alle fasi finali e giocarcela contro le squadre della Svizzera tedesca. Due anni fa ho avuto la possibilità, con gli Allievi B del Bellinzona, di arrivare fino alla semifinale delle finali nazionali. È stata un’esperienza fantastica che sarebbe bellissimo ripetere. Personalmente credo che, con il gruppo che abbiamo, possiamo raggiungere i nostri obiettivi e chiudere la stagione nel miglior modo possibile.”

Nel girone primaverile troverete avversari agguerriti. Quali squadre pensi possano essere le vostre principali antagoniste?

“Avendo vinto il campionato d’andata, penso che un po’ tutte le squadre cercheranno di metterci i bastoni tra le ruote per provare a toglierci più punti possibili. Credo, però, che le due squadre che potrebbero metterci più in difficoltà siano il Mendrisio e il Rapid Lugano. Dovremo concentrarci ed impegnarci al massimo, senza sottovalutare nessun avversario.”

Chi è il tuo idolo calcistico? C’è un giocatore a cui ti ispiri per caratteristiche o mentalità?

“Il mio idolo calcistico è Zinedine Zidane. Ho sempre ammirato la sua classe e la sua qualità tecnica, che mi hanno sempre stupito in modo positivo. Giocando nel suo ruolo, mi piace prendere spunto dalle sue giocate e dalla sua intelligenza di gioco. Per quanto riguarda la mentalità, penso che il calciatore che la rappresenti meglio sia Cristiano Ronaldo: ammiro molto la cura che ha di sé stesso, sia dentro che fuori dal campo, prestando attenzione a ogni dettaglio.”

Qual è il tuo sogno nel calcio? Quanto credi nella possibilità di diventare un calciatore professionista?

“Il mio sogno nel calcio è sicuramente quello di diventare professionista. Gioco già a un buon livello e amo questo sport. So che diventare un calciatore professionista è molto difficile, ma continuerò a lavorare duro per migliorarmi e dare il massimo per la squadra. Indipendentemente da come andrà, voglio godermi ogni momento del mio percorso.”

Combinare studio e calcio a questi livelli non è semplice. Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio?

“Trovare il giusto equilibrio tra studio e calcio non è semplice, ma con una buona organizzazione e senza sprecare tempo riesco sempre a ritagliarmi dei momenti per studiare e, allo stesso tempo, allenarmi con costanza.”

Essere il capitano dell’ultima squadra del settore giovanile del Bellinzona è una grande responsabilità. Cosa significa per te questo ruolo e quali valori ti ha trasmesso il club?

“Essere il capitano degli Youth League A del Bellinzona è un grande onore e una grande responsabilità. Questo ruolo mi sta insegnando l’importanza della leadership, nel motivare e aiutare i miei compagni e l’allenatore. Inoltre, mi ha fatto capire il valore del sacrificio e del lavoro di squadra. Il club mi ha trasmesso valori fondamentali come il rispetto, la disciplina e la determinazione, che cerco di applicare sia dentro che fuori dal campo.”

Tra i tuoi compagni, chi pensi sia già pronto per il salto di qualità? C’è qualcuno che ti ha particolarmente impressionato?

“Luca Beffa è uno dei giocatori più giovani della rosa, classe 2008, ma è già un riferimento importante della nostra difesa, grazie alle sue ottime qualità e alla sua intelligenza di gioco. Anche Enea Buccilli e Giotto Ghirlanda, entrambi classe 2006, sono fondamentali per la squadra, non solo per le loro grandi qualità tecniche, ma anche per la sicurezza che trasmettono ai compagni, soprattutto nei momenti delicati delle partite.”

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