Mercato Taverne: si separano le strade con nove giocatori e un componente dello staff

Mercato Taverne: si separano le strade con nove giocatori e un componente dello staff

Con il seguente comunicato, la società ha annunciato la separazione con nove elementi della rosa e un membro dello staff:

“L’Associazione calcio Taverne comunica di essersi separato dai seguenti giocatori: Aleandro Prati, Cosimo Nappi, Di Benedetto Nicolo, Dragone Benito, Epíscopo Facundo, Kabamba Noel, Niang Mansour, Sacchelli Leonardo e Seferaj Florian, e il preparatore dei portieri Andrea Pasquot.

Il club ringrazia i giocatori e membri dello staff partenti, i quali hanno dato un contributo importante nella storia recente del club.

L’Ac Taverne desidera esprimere il più caloroso ringraziamento a questi giocatori per quanto fatto e augura loro il meglio nelle future carriere.”

L’alfabeto di Laborsport: M come…Mendrisio, a volte ritornano

L’alfabeto di Laborsport: M come…Mendrisio, a volte ritornano

Dopo la stagione dei record in Seconda Lega Interregionale, il Mendrisio si è (ri)presentato al quarto livello del calcio svizzero con le idee molto chiare e il ruolo di neopromossa è parso stretto fin da subito. Dopo una partenza sprint e una lieve flessione nella parte centrale del girone d’andata, le prestazioni e i risultati sono cresciuti esponenzialmente. Alle porte del nuovo anno, i momò occupano il settimo posto in classifica con 24 punti, a sole sei lunghezza dalle vetta.

A fronte di una prima parte di stagione assolutamente positiva, non stanno mancando i cambiamenti all’interno della rosa a disposizione di mister Amedeo Stefani: le prime strade a separarsi sono state quelle tra i biancorossoneri e due tra i più importanti protagonisti degli ultimi anni, Andrea Cataldo e Gabriele Mascazzini. In seguito, sono state comunicate le separazioni anche da Tito Tarchini e Nicolò De Dionigi, pilastri difensivi della cavalcata trionfale della stagione passata, e Francesco Nicastri, freccia sinistra che nei primi sei mesi della stagione agonistica in corso aveva ben figurato.

C’è chi va e c’è chi arriva. Negli ultimi giorni, infatti, la società ha calato due assi pesanti ufficializzando gli acquisti di Noel Kabamba e Alessandro Castellan. Il primo, classe 89, ha i colori sociali del Mendrisio cuciti sulla pelle: tra il 2008 e il 2019 ha indossato il biancorossonero in 237 occasioni, diventando il secondo recordman di presenze del club. Torna al “Magnifico Borgo” dopo le esperienze in Prima Lega con le maglia di Paradiso e Taverne. Anche il secondo rinforzo del mercato invernale conosce a memoria il “Comunale”: Castellan, 35 anni, aveva lasciato solamente 6 mesi fa dopo due stagioni riempite di 33 presenze e la magica promozione. Riprenderà il suo posto tra la difesa e il centrocampo momò dopo l’esperienza all’Arbedo-Castione in Seconda Lega.

C’è chi va e c’è chi arriva. O meglio, ritorna.

2LI: Locarno macchina da gol, Gambarogno-Contone difesa di ferro

2LI: Locarno macchina da gol, Gambarogno-Contone difesa di ferro

I numeri non dicono tutti, è vero. Spesso, però, i dati possono contribuire alla costruzione di una valutazione. E in un periodo di riflessioni, analisi e riorganizzazione come quello invernale, le statistiche non possono essere né sottovalutate né tantomeno ignorate.

Alla fine del girone d’andata, nel Gruppo 3 di Seconda Lega Interregionale, chi ha fatto gioire per il maggior numero di volte i propri tifosi è lo Zug 94: sono i biancoazzurri con 33 reti a referto in 15 uscite, a guidare la speciale classifica dei “gol fatti”. Un gradino più in basso, ma uno più in alto nella graduatori che conta, il Locarno di mister Remy Frigomosca.

A dire il vero, con 32 gol segnati e 17 subiti, le “Bianche Casacche” godono di una migliore differenza reti dei sopracitati rappresentanti del canton Zugo (che ne hanno incassati 19, due in più). Con una media di oltre due reti a partita, il vero bomber delle Bianche Casacche è il “solito” Andreas Becchio, autore di sei realizzazioni nella prima parte di stagione. Seguono Peyretti e Stojanov con 5 reti a ciascuno e fuori dalla “top ten”.

Chi invece ha fatto della difesa il proprio punto di forza, è senza dubbio il Gambarogno-Contone. Con 16 punti conquistati (e una partita da recuperare) si trova attualmente un punto sotto la linea rossa della retrocessione. Nonostante la 13esima piazza, i numeri dicono che la retroguardia rossonera è la meno battuta del campionato: sono solamente 11 le reti subite in 14 partite disputate, testimonianza di una posizione di classifica che mal si concilia con la solidità dimostrata. Allo tempo stesso, però, la truppa di Peschera fa fatica a segnare: con 12 reti all’attivo, infatti, condivide con Zofingen e Ascona il titolo di formazione meno prolifica.

Mendrisio, Felici: “Non ci poniamo limiti: possiamo vincere contro chiunque”

Mendrisio, Felici: “Non ci poniamo limiti: possiamo vincere contro chiunque”

Con 24 punti raccolti nel solo girone d’andata, il Mendrisio di Stefani ha dimostrato che in Prima Lega può starci, eccome se può. Dopo la cavalcata trionfale dello scorso anno, la rosa si è rafforzata e tutti gli elementi hanno dato il proprio contributo. E così Numa Felici, jolly offensivo al “Comunale” dall’estate 2022 dopo le esperienze con Paradiso e Taverne, può essere considerato l’anello di congiunzione tra la batteria dei giovani e i giocatori di maggiore esperienza.

Numa, nonostante i 24 anni hai già accumulato diversa esperienza tra i “grandi”: che differenza hai notato nel passaggio dalla Seconda Lega Interregionale alla Prima Lega Classic?

“Rispetto al campionato della scorsa stagione ciò che cambia è il ritmo e la prestanza fisica degli avversari: la palla viaggia più veloce e tutte le squadre corrono molto. E’ anche una categoria più equilibrata: si può vincere ma anche perdere contro chiunque. La classifica va in questa direzione: un anno fa avevamo 7 punti di vantaggio sulla seconda e 13 sulla terza, oggi molte squadre sono racchiuse in pochi punti”.

Settimo posto e 24 punti in cascina: pensando al girone primaverile, guarderete chi vi sta davanti o chi vi rincorre?

“E’ vero, ci troviamo quasi esattamente a metà classifica. Dalla seconda alla settima piazza, però, ci sono solamente 4 punti e, guardando bene, siamo a soli 6 punti dalla vetta. Abbiamo dimostrato di poter vincere contro chiunque e mi permetto di sbilanciarmi dicendo che questo Mendrisio può puntare ai play-off: la nostra è lunga e dobbiamo ancora lavorare tanto, ma ho piena fiducia in noi”.

Ad un blocco di giocatori esperti quest’anno si sono aggiunti giovani interessanti: che ne pensi?

“A mio parere, la nostra è una rosa molto competitiva: non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Durante la prima parte di campionato, tra infortuni e squalifiche, abbiamo dovuto ricorrere ad adattamenti fuori ruolo: forse, qualche innesto potrebbe permetterci di migliorarci ancora. Ad ogni modo, con il passare delle giornata abbiamo preso consapevolezza delle nostre potenzialità e degli obiettivi che possiamo raggiungere”.

Dopo aver incontrato tutte le formazioni, chi vedi davanti a tutte?

“Le squadre che mi hanno impressionato di più sono state il Tuggen e la YF Juventus di Zurigo, attualmente prima in classifica. Entrambe prediligono giocare palla a terra, con combinazioni offensive rapide e nomi interessanti in tutti i reparti. Con un pizzico di presunzione, per tutto quello detto finora e per la piena fiducia che nutro nei miei compagni, metto il Mendrisio”.

Taverne, Lanza: “Orgoglioso della crescita della squadra. Adesso bisogna recuperare i punti lasciati per strada”

Taverne, Lanza: “Orgoglioso della crescita della squadra. Adesso bisogna recuperare i punti lasciati per strada”

Andrea Lanza si è seduto sulla panchina del Taverne lo scorso luglio e, fin dalla prima seduta di allenamento, ha puntato su una proposta di gioco nuova, moderna e che puntasse sulle risorse tecniche della propria rosa. Dopo un primo periodo di ambientamento, le “Aquile” hanno iniziato ad offrire prestazioni di livello dimostrando, almeno sul piano della qualità messa in mostra, di essere pienamente al livello di quello che la categoria richiede. Dopo un girone d’andata macchiato da 9 pareggi in 16 uscite, alla ripresa sarà fondamentale racimolare da subito punti necessari ad allontanarsi dalla pericolosa linea rossa.

Mister, sin qui avete raccolto 18 punti: è il bottino che vi aspettavate a inizio stagione?

“Ad inizio anno, l’obiettivo delineato dalla società è stato quello di raggiungere una salvezza tranquilla, esprimendo un bel calcio e dando minutaggio a giovani del territorio. Nella prima parte di stagione sono scesi in campo 6 ragazzi sotto i 21 anni di età: nell’ultima sfida 5 di questi sono partiti titolari. Da questo punto di vista, siamo soddisfatti. D’altro canto, non possiamo nasconderci, la volontà era quella di arrivare alla pausa con qualche punto in più: analizzando le prestazioni, però, bisogna sottolineare che sono state sempre in crescendo e non abbiamo mai “subito” nessun avversario. Nelle ultime giornate, si è ripetuta una situazione in cui erano i nostri rivali a lasciarci il pallino del gioco, probabilmente perché anche loro hanno notato la nostra crescita e la nostra nuova attitudine”.

Nove pari in sedici partite, praticamente uno ogni due gare. Che spiegazioni si è dato?

“Spesso siamo andati sotto sull’unico tiro in porta degli avversari. Al contrario, ci sono stati momenti in cui non siamo riusciti a concretizzare le occasioni costruite. Difensivamente i ragazzi hanno lavorato molto bene, davanti siamo stati poco cinici: certe partite bisogna chiuderle in fretta per evitare che gli avversari, soprattutto le squadre provenienti da Oltre Gottardo, riacquistino fiducia e colpiscano al primo episodio”.

Si ritiene soddisfatto dell’organico a disposizione in vista della ripresa?

“Per me è assolutamente fondamentale che le mie squadre si costruiscano un’identità precisa e riconoscibile, e noi lo abbiamo fatto. Inoltre, la rosa è costruita sposando la filosofia della società: un mix di giovani del territorio e giocatori più esperti. In questo senso, non ho visto molte altre formazioni schierare “11” così giovani: questo è sicuramente motivo d’orgoglio. Nonostante gli infortuni, la competitività non è mai mancata, e questo testimonia la bontà del lavoro che i ragazzi stanno portando avanti”.