Caso Moesano, botta e (contro)risposta: “Triste vicenda. Spetta davvero agli avversari controllare le cartoline?”

Caso Moesano, botta e (contro)risposta: “Triste vicenda. Spetta davvero agli avversari controllare le cartoline?”

Botta-risposta e controrisposta. Il caso dei tesseramenti del Moesano continua a far discutere e alimentare il dibattito in Ticino. La Pro Daro, ricordiamo, aveva sostanzialmente scritto in Federazione ritenendo le sanzioni prese insufficienti e lamentando poca trasparenza. Un appello a cui si è aggiunto ufficialmente l’Intragna nei giorni scorsi con una presa di posizione alla FTC.

Bene, la risposta della Federazione alla Pro Daro non si è fatta attendere. Citando gli articoli del regolamento di gioco 175 e 177 dell’ASF, la Federazione specifica che non è possibile applicare retroattivamente la sconfitta a tavolini per l’insieme delle partite disputate nel corso della stagione. In buona sostanza – spiegano i vertici del nostro calcio – il fatto che il Moesano abbia commesso un errore nel diritto di gioco non è oggetto di contestazione.

Sono quindi le società avversarie a doversi accorgere di presunte irregolarità nelle “cartoline” delle altre squadre e, nel caso, esporre reclamo. Una presa di posizione che ha ulteriormente scaldato gli animi e che ha generato la contro-risposta della Pro Daro.

“Con i sacrifici che gli addetti ai lavori devono già fare per gestire le società – si legge – viene praticamente rimproverato di non aver verificato la correttezza delle cartoline avversarie. Poco importa che la FTC non se ne sia minimamente accorta per più di un anno”.

E ancora: “Tra gli scopi statutari di ASF e FTC é prevista la tutela dei propri membri. Vengono imposti riferimenti statutari alla Carta etica dello Sport, vengono richiamati il Fair Play e il rispetto delle regole generali della buona fede, ma quando poi si tratta di applicarle, ecco che emergono regolamenti cervellotici che disattendono tutti i buoni propositi. E nessuno si assume le proprie responsabilitá, facendole slittare sull’ultimo anello della catena. Passando il tutto sotto silenzio.L’insegnamento che passa è quello secondo il quale se non si rispettano le regole poco importa. Passati i brevi termini senza che nessuno se ne accorga, si prosegue come se nulla fosse”.

Con rammarico e frustrazione, il club bellinzonese si chiede se “è davvero questo il messaggio che dobbiamo veicolare alle nuove leve? Ad ognuno trarre le proprie conclusioni in merito a questa triste vicenda. Francamente risulta difficile prendere commiato con i classici “sportivi saluti””.

É davvero questo il messaggio che dobbiamo veicolare alle nuove leve? Ad ognuno trarre le proprie conclusioni in merito a questa triste vicenda. Francamente risulta difficile prendere commiato con i classici “sportivi saluti”

200 volte Islamaj: «Tanti no per restare al Melide»

200 volte Islamaj: «Tanti no per restare al Melide»

*Articolo dal Corriere del Ticino

Il Melide si coccola Sherbim Islamaj e l’attaccante gialloblù fa altrettanto. Una storia d’amore calcistico che manda al diavolo chi recrimina sull’assenza di bandiere nel mondo del calcio. Per amore di una maglia e di una società si possono dire no (anche) a progetti più strutturati e, diciamolo apertamente, e «rimborsi spese» difficilmente rifiutabili. Lo insegna bomber Islamaj, capitano storico del Melide, protagonista indiscusso della scalata dei gialloblù fino alla categoria regina del calcio regionale e oggetto dei desideri di tante, tantissime, società negli anni.

Dalla Quarta Lega alla Seconda: la cavalcata del Melide ha avuto in «Bim» il proprio punto di riferimento. Un legame calcistico che lo scorso weekend ha raggiunto l’importante e prestigiosa cifra delle 200 presenze. «Sono molto contento e orgoglioso di aver centrato questo traguardo con la società per me più importante della mia piccola carriera».

«Arrivai a Melide per questioni di amicizia e non mi sarei mai aspettato di starci così a lungo. I ricordi più belli sono sicuramente le due promozioni degli scorsi anni, ma sono sicuro che arriveranno altre soddisfazioni personali e di squadra».

Bomber capace di segnare reti a grappoli, Islamaj – abbiamo detto – è stato spesso il nome in cima alla lista dei desideri di tanti allenatori e società. «È vero, negli anni ho rifiutato molte chiamate sia in Ticino sia oltre Gottardo? La più clamorosa? Una Prima Lega in Svizzera interna». Il no più difficile da pronunciare, invece, è quello detto al Mendrisio di Roberto Gatti, sempre in Prima Lega. «Forse mi sarebbe piaciuto confrontarmi a livelli più alti quando l’età lo permetteva, ma non ho rimpianti e devo dire di essere felice così».

Oggi 31enne, bomber Islamaj si gode il Melide e i suoi affetti: «Da cinque mesi sono diventato papà e la famiglia è più importante del calcio, ma questo sport occupa sempre una grossa fetta dei miei pensieri».

*Edizione del 5 maggio

Minusio promosso a pieni voti

Minusio promosso a pieni voti

*Articolo dal Corriere del Ticino

Sono giorni di festa in casa Minusio. I gialloneri tornano in Terza a distanza da un anno dopo aver dominato il Gruppo 4 di Quarta Lega. Lo fanno con la scomessa vincente della società e del DS Nedoklan di affidare la panchina alla bandiera Andrea Minelli. «L’obiettivo – ci spiega l’allenatore – era risalire subito. Anche se sapevamo che non sarebbe stato scontato».

Vincere diventa facile solo a risultato acquisito. «Verissimo. Sono contento che il gruppo abbia mantenuto la concentrazione necessaria. Sull’ambiente non ho mai avuto dubbi, avendoci giocato una decina di anni. Ho provato gioia anche nel vedere la felicità dei giocatori meno utilizzati, sinonimo che tutti ci tenevano davvero molto».

La vittoria ha una dedica speciale. «Per mia figlia Lucy Mei che spesso mi vede uscire per andare al campo». Quale partita ha indirizzato la stagione? «Sono due. Contro il Sant’Antonino all’andata e al ritorno contro il Tegna: noi primi e loro secondi. Vincemmo con un gol pazzesco di «Sir» Goce Cvetkov. In quel momento capìi che sarebbe stato il nostro anno».Il premio per la squadra «è un allenamento a settimana». Poi sarà tempo di pensare al futuro e alla Terza, «dove dovremo rinforzarci e ringiovanirci. L’entusiasmo di quest’anno ci potrà aiutare».

*Edizione del 5 maggio

Terza Lega: Snider-Coldrerio, addio a fine stagione. Ai saluti anche Renato Santillo

Terza Lega: Snider-Coldrerio, addio a fine stagione. Ai saluti anche Renato Santillo

Le prossime quattro di campionato saranno le ultime partite sulla panchina del Coldrerio per Simone Snider. L’allenatore classe 1986 ha comunicato nei giorni scorsi a società e squadra la scelta di interrompere il rapporto al termine del triennio che l’ha visto protagonista in Terza Lega. A quattro giornate dalla fine, il Coldrerio è in piena lotta promozione con un ritardo di due punti dalla capolista. Contestualmente, lascia la direzione sportiva anche Renato Santillo, braccio destro di Snider in questi tre anni che hanno portato il Coldrerio nelle prime posizioni del girone.