Il pallone è entrato nella sua vita quando aveva appena quattro anni, seguendo le orme dei due fratelli maggiori. All’inizio era soltanto un gioco, uno spazio nel quale divertirsi e sentirsi libera. Con il passare del tempo, però, allenamenti, sacrifici e ambizioni hanno trasformato quella passione infantile in un progetto sempre più concreto.
Alessandra Carpentieri, classe 2008, rappresenta uno dei prospetti più interessanti cresciuti nel movimento calcistico ticinese. Il suo percorso è cominciato nel 2019 con il Team Ticino, dove ha attraversato tutte le categorie dall’U13 all’U17, rimanendovi fino al 2024. Sei anni fondamentali, vissuti inizialmente confrontandosi con formazioni maschili e culminati con la vittoria del campionato nazionale U17.
Successivamente è arrivato il trasferimento oltre confine e l’esperienza con il Como Women. Ora, per la giovane calciatrice ticinese, si apre un nuovo capitolo: l’ingresso nell’Under 19 del Como 1907 e la possibilità di misurarsi nel campionato Primavera 1, uno dei principali palcoscenici giovanili del calcio femminile italiano.
Carpentieri si presenta al nuovo appuntamento con entusiasmo, consapevolezza e idee chiare.
Alessandra, sei ancora giovanissima ma hai già alle spalle un percorso importante. Quando hai capito che il calcio sarebbe diventato qualcosa di più di una semplice passione?
“Credo di averlo capito poco alla volta. Ho iniziato a giocare quando avevo quattro anni, grazie ai miei due fratelli maggiori. All’inizio era semplicemente qualcosa che mi faceva stare bene e mi permetteva di divertirmi. Crescendo, però, ho cominciato a vivere il calcio in maniera diversa. Gli allenamenti, i sacrifici, la voglia di migliorare e il desiderio di confrontarmi con livelli sempre più alti mi hanno fatto capire che avrebbe potuto diventare qualcosa di davvero importante nella mia vita”.
Hai iniziato nel Team Ticino nel 2019, passando dall’U13 fino all’U17. Che cosa ha rappresentato quel percorso nella tua crescita, non soltanto come calciatrice ma anche come persona?
“È stato un percorso fondamentale per la mia crescita. Sono arrivata al Team Ticino da ragazzina e per diversi anni ho avuto la possibilità di confrontarmi con squadre maschili. Giocare costantemente contro i ragazzi credo mi abbia formato molto, sia dal punto di vista tecnico sia sotto l’aspetto caratteriale. Quell’esperienza mi ha insegnato a non avere paura del confronto e a cercare sempre di alzare il mio livello. Quando sono arrivata nell’U17 e abbiamo iniziato a disputare il campionato nazionale femminile, mi sono trovata subito bene, perché tutto il lavoro svolto negli anni precedenti mi aveva preparata ad affrontare quel salto.
Anche dal punto di vista personale è stata un’esperienza fondamentale. Trascorrere sei anni nello stesso ambiente significa trasformarlo in una seconda casa. Ho condiviso moltissimi momenti con compagne che sono rimaste al mio fianco per gran parte del percorso”.
Qual è il ricordo più bello che conservi degli anni trascorsi nel Team Ticino?
“A livello di squadra, sicuramente la vittoria del campionato nazionale U17 nel 2024. È stato il coronamento di un percorso importante, condiviso con tutto il gruppo. Sul piano personale, ricordo con particolare emozione il gol del 3-2 segnato al termine di una rimonta dopo essere state sotto 2-0. Porto con me anche la partecipazione con il Lugano ai quarti di finale della Coppa Svizzera contro il Basilea, sempre nel 2024”.
Da questa stagione entrerai a far parte del Como 1907 U19. Che significato ha per te questo nuovo capitolo?
“Rappresenta una grande opportunità per crescere e confrontarmi con le migliori giovani calciatrici italiane del campionato Primavera 1. Voglio mettermi alla prova e dimostrare di poter stare a questo livello, e possibilmente anche qualcosa in più”.
Che cosa ti ha convinta del progetto del Como e quali aspettative hai nei confronti di questa nuova esperienza?
“Il Como è una società ambiziosa e in forte crescita. Mi ha convinta soprattutto il fatto che creda nei giovani e conceda loro la possibilità di mettersi alla prova. Da questa esperienza mi aspetto di imparare molto e di migliorare giorno dopo giorno. Voglio sfruttare ogni allenamento e ogni occasione per continuare il mio percorso di crescita”.
Quanto è impegnativo conciliare allenamenti, partite, scuola e vita privata alla tua età?
“Ci sono molti sacrifici da fare, ma è importante riuscire a trovare il giusto equilibrio. Non è sempre semplice gestire tutti gli impegni, però la passione per il calcio riesce a far passare in secondo piano anche i momenti più difficili”.
Il calcio femminile sta crescendo rapidamente, sia in Svizzera sia in Italia. Tu, da giovane calciatrice, percepisci davvero questo cambiamento?
“Sì, si sta vedendo una grande evoluzione. Mi è capitato di osservare anche le categorie più giovani e si nota già un livello più alto rispetto a qualche anno fa. Credo che il movimento stia crescendo molto e che le nuove generazioni abbiano sempre più possibilità e strumenti per sviluppare le proprie qualità”.
Hai una calciatrice alla quale ti ispiri, per caratteristiche tecniche, mentalità o percorso?
“Seguo molto il calcio femminile, soprattutto le giocatrici della mia età, ma i miei principali punti di riferimento arrivano dal calcio maschile. Mi ispiro a giocatori come Theo Hernández e Douglas Costa per il loro modo di interpretare il gioco”.







